Mia Ceran, 34 anni
Mia Ceran, 34 anni
Mia Ceran, 34 anni, è il volto gentile del football. Ogni domenica si presta con grinta gentile a palleggiare con Luca e Paolo a 'Quelli che il calcio'. Innanzitutto una specificazione, poiché le sue biografie sul web non sono univoche. Suo padre è italiano? "Mio padre è tedesco, mia mamma è di Sarajevo, quindi a rigore non ho ascendenze italiane. Ma fin da piccola sono cresciuta in un’atmosfera di grande amore per l’Italia, e mi sento italiana". Quanti passaporti ha? "Tedesco – sono nata in Germania – e italiano, ma potrei chiederne altri". Partiamo dall’infanzia: asilo a Belgrado. "Anche se avevo 5 anni, ricordo un’atmosfera di grande tensione, eravamo poco prima della guerra. Mia mamma era producer e giornalista, ricordo quando ci disse che non era più il...

Mia Ceran, 34 anni, è il volto gentile del football. Ogni domenica si presta con grinta gentile a palleggiare con Luca e Paolo a 'Quelli che il calcio'.

Innanzitutto una specificazione, poiché le sue biografie sul web non sono univoche. Suo padre è italiano?
"Mio padre è tedesco, mia mamma è di Sarajevo, quindi a rigore non ho ascendenze italiane. Ma fin da piccola sono cresciuta in un’atmosfera di grande amore per l’Italia, e mi sento italiana".

Quanti passaporti ha?
"Tedesco – sono nata in Germania – e italiano, ma potrei chiederne altri".

Partiamo dall’infanzia: asilo a Belgrado.
"Anche se avevo 5 anni, ricordo un’atmosfera di grande tensione, eravamo poco prima della guerra. Mia mamma era producer e giornalista, ricordo quando ci disse che non era più il caso di restare lì".

Andaste in America...
"A Miami, arrivai che avevo 5 anni. Allora non era la città trendy e glamour che è adesso, era molto più vicina a un’atmosfera sul genere Scarface, con molta violenza. Oggi è una città chic, forse addirittura un po’ troppo. È l’anima dell’America: la sensazione che siano possibili grandissimi cambiamenti nell’arco di poco tempo".

Poi è arrivata l’Italia...
"Roma è tutto il contrario di Miami, Roma è immutabile. Diversa è Milano, dove mi sono trasferita tre anni fa: prima della pandemia avvertivo la stessa energia positiva. Tutti quelli che ci lavorano pensano che domani le cose possano essere diverse".

Lei ha frequentato il liceo a Roma. Che ricordi ne ha?
"Scoprii la vita di quartiere, trovare gli amici al baretto, insomma un senso di comunità che in America mi era stato del tutto sconosciuto. Non a caso sono ancora tifosa romanista".

Confessi: era una secchiona.
"È vero. Mia madre era severissima: se la media scendeva sotto l’8 mi sequestrava le chiavi del motorino".

Come si è gettata nella braccia del giornalismo?
"Per tanti anni ho pensato di stare alla larga dai modelli genitoriali, non volevo fare né la dentista né la giornalista. Mi ero iscritta a Economia. Un giorno all’università vedo un annuncio in cui cercano "studente bilingue, ultimo anno di Scienze Politiche, no retribuzione no orari". Quando mi decido a chiamare, sento una voce che risponde: "Cnn Roma". Spaventata, riattacco subito. Non mi sentivo all’altezza. Mia madre ha insistito e ho avuto il colloquio. Era l’estate del Mondiale 2006. Cominciai come assistente alla produzione, fai un po’ di tutto e di più: le fotocopie, portare il caffè ai capi. Ricordo ancora le preferenze in merito di ognuno. Avevo 19 anni: era giusto così".

Quando è arrivata a La7, è stata promossa inviata...
"52 trasferte in un anno! Dormivo più fuori che in casa. Mi emozionava raccontare le storie della gente sotto un profilo economico".

Poi Raidue: la collaborazione prima con la Gialappa’s e poi “Quelli che il calcio” con Luca e Paolo. Come ha scoperto la sua vena ironica?
"Non è nata per necessità professionali. Nella vita ho attraversato dolore, fatica, separazioni, lutti, ma il segreto della mia famiglia è sempre stato di riderci su. Una nostra cugina che aveva vissuto a Sarajevo, diceva che in città sotto le bombe non si faceva altro che raccontare barzellette".

Classica domanda maschilista: lei sa cosa è un fuorigioco?
"Certo!" 

Ha detto che i commenti estetici non la disturbano.
"Perché non me ne frega niente. Non partecipo al campionato delle belle, ce ne sono tante e molto più belle di me".

Secondo i siti specializzati, lei sarebbe felicemente fidanzata con un collega piuttosto famoso (Malcom Pagani, ndr)...
"Sono felicemente fidanzata, ma non con un collega. Ci siamo lasciati un paio di anni fa". 

Una precisazione: è alta 173 o 184 centimetri? Sul web impazzano le misure.
"Per favore lo scriva chiaro: sono alta 173. Non so chi abbia scritto 184, ma non è vero. Quindi rivolgo un appello: per favore non rimaneteci male se sono più bassa di quanto pensavate...".