di Barbara Berti "Lino Guanciale sarà il mio commissario Ricciardi per la tv. Al momento sono in corso le ultime riprese, mentre Serena Rossi sarà la protagonista di Mina Settembre e anche in questo caso il set è aperto, così come quello della terza stagione dei Bastardi di Pizzofalcone con Alessandro Gassmann". L’annuncio direttamente dal “papà” dei personaggi, lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni, autore dei best seller da cui sono tratte le tre fiction Rai che arriveranno sul piccolo schermo tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2021. E nell’attesa, il grande giallista è tra i protagonisti di Beautiful Minds,...

di Barbara Berti

"Lino Guanciale sarà il mio commissario Ricciardi per la tv. Al momento sono in corso le ultime riprese, mentre Serena Rossi sarà la protagonista di Mina Settembre e anche in questo caso il set è aperto, così come quello della terza stagione dei Bastardi di Pizzofalcone con Alessandro Gassmann". L’annuncio direttamente dal “papà” dei personaggi, lo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni, autore dei best seller da cui sono tratte le tre fiction Rai che arriveranno sul piccolo schermo tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2021. E nell’attesa, il grande giallista è tra i protagonisti di Beautiful Minds, la collana di racconti di dieci personaggi della cultura italiana (tra loro Carofiglio, Cortellesi, Cotroneo, Melania Mazzucco, Sandro Petraglia, Piccioni, Francesco Piccolo e Alice Rohrwacher), disponibile sulla piattaforma RaiPlay.

Gialli best seller amatissimi dai lettori e tre fiction: De Giovanni entra di diritto tra le “beautiful minds”, le migliori menti in circolazione?

"È decisamente un traguardo importate e una bella soddisfazione personale anche perché sono personaggi e storie completamente diversi tra loro: c’è Ricciardi, il commissario degli anni Trenta che “sente” le ultime parole delle vittime, tra miseria, fascismo e grande dignità umana. Mina Settembre (nuovo romanzo in arrivo a settembre, ndr) è un’assistente sociale dal forte senso della giustizia, una figura che mette in luce una problematica molto forte a Napoli. E poi c’è l’ispettore dei giorni nostri, Giuseppe Lojacono, un uomo che non si ferma davanti alle apparenze, sorretto dal suo fiuto e dalla sua stessa storia triste. Ma detto ciò, le beautiful minds sono altre".

Tipo?

"Andrea Camilleri per la sua capacità di sopravvivere alla morte. Poi potrei citare vari nomi di scrittori con vero talento".

Scusi, lei crede di non avere talento?

"Non penso, almeno non nel senso più stretto del termine. Io ho una grande capacità di osservazione, sono un artigiano che costruisce storie avendo la fortuna di vivere in una città, Napoli, che è una miniera di avvenimenti. Anche se sono uno dei pochi fortunati a vivere di scrittura, e ho alle spalle decine di romanzi, quasi ho difficoltà a definirmi scrittore. Non capisco quegli scrittori che vogliono circondarsi di un’aura mistica".

Prima di diventare scrittore lavorava in banca. Quando ha deciso di fare il grande passo?

"Ho sempre avuto la passione per la scrittura, da ragazzino sognavo di fare il giornalista. Poi, con la morte di mio padre, dovetti fare i conti con la realtà. E così mi ritrovai in banca. Ed è lì che ho conosciuto Giuseppe Lojacono, un carissimo amico e collega che lavorava a Brindisi. Un giorno mi disse: “gli anni passano velocemente, gli anni non passano mai”. Una frase che mi fece riflettere. E al collega ho reso tributo “rubandogli” il nome per un mio personaggio".

Ai giovani che vogliono seguire il suo mestiere, che consiglio dà?

"Coltivare le proprie passioni con determinazione. I ragazzi di oggi hanno tanti interessi ma troppo superficiali. E soprattutto dico: non fate come me che avevo una grande passione e non l’ho seguita fin da subito, perdendo tanto tempo".