Carlo Melograni in un’immagine d’archivio con il presidente Carlo Azeglio Ciampi
Carlo Melograni in un’immagine d’archivio con il presidente Carlo Azeglio Ciampi

L’architetto e urbanista Carlo Melograni, uno dei capiscuola del linguaggio razionalista, teorico e fautore di un “metodo democratico“ che cercava in ogni fase progettuale un confronto con l’utenza pubblica o privata, è morto ieri mattina nella sua casa di Roma all’età di 97 anni. Lascia la moglie Luisa Pappalardo Melograni, storica giornalista dell’Unità, e i figli Anna e Luca. Era fratello dello storico Piero Melograni (1930 - 2012).

Protagonista di innovativi studi e progetti per interventi di recupero di numerosi quartieri e centri storici, Melograni era professore emerito di Progettazione architettonica.

Dopo l’inizio della carriera accademica a Roma, Carlo Melograni fu docente nella Facoltà di Architettura di Palermo (1969-1971), per ritornare nel 1972 nella Facoltà dell’Università di Roma La Sapienza; nel 1992 divenne preside della Facoltà di Architettura del nuovo ateneo di Roma Tre dove concluse la sua attività di docente nel 1997. Fra i suoi numerosi progetti per l’edilizia residenziale e per i servizi collettivi: il nucleo iniziale dei padiglioni della Fiera di Bologna; il liceo Ariosto a Ferrara; le case popolari nel quartiere romano del Testaccio; il complesso dei servizi sociali a Ravenna; l’Edificio Alte Energie dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a Frascati; i Centri per l’impiego a Siena e a Montepulciano.