di Claudio Ferri

Ventotto anni fa la svolta che ha contribuito a dare valore aggiunto al Lambrusco: con la vendemmia del 1993, quando l’immagine di questo vino non era eccelsa, l’azienda vitivinicola Medici Ermete di Montecchio (Reggio Emilia) decise di produrre il rosso frizzante con la filosofia del cru. In controtendenza rispetto a quel periodo, l’azienda iniziò a produrre ‘Concerto’ una bottiglia ottenuta con uve selezionate di un determinato vigneto. "Rimarcando così la territorialità di questo prodotto", ricorda Alessandro Medici, quinta generazione della famiglia di imprenditori vitivinicoli e brand ambassador. Tra i pionieri di coloro che hanno valorizzato il Lambrusco, Medici (l’azienda fu fondata da Remigio nel 1890 e consolidata da Ermete) ha ottenuto quest’anno, per la 13ª volta, i tre bicchieri con il ‘Lambrusco Reggiano Doc Concerto Biologico 2020’ nella guida ’Vini d’Italia’ del Gambero Rosso.

"La vendemmia dello scorso anno di Concerto è la prima certificata biologica, e questo riconoscimento è ancora più importante perché consolida impegno, investimenti e qualità – dice Alessandro – e fa parte di un percorso che ci dovrà portare alla sostenibilità concreta. All’inizio del 2021 abbiamo presentato il progetto ‘Generazione 2031’ in cui abbiamo sancito il nostro ‘Manifesto’ di sostenibilità redatto secondo gli standard Equalitas e con l’obiettivo di promuovere le buone pratiche su tutta la filiera, dalla cantina all’approccio etico-sociale, senza trascurare i materiali di confezionamento. Ridurremo l’impronta carbonica – aggiunge – e vogliamo accrescere la biodiversità locale". La cantina esporta il 73% della produzione in 70 Paesi, con punte in Giappone, Messico, Stati Uniti, Germania, e Canada. Mediamente Medici produce 850mila bottiglie da vigneti aziendali (150mila sono di Concerto) provenienti dagli oltre 70 ettari di vigneto tra Reggio Emilia e Modena, mentre i volumi superano i 10 milioni di bottiglie.