Domenica Raiuno cadrà sugli spettatori a corpo morto. Va in onda la terza stagione di L’allieva, cioè l’anatomopatologa Alice Allevi. La interpreta, insieme con Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti, Alessandra Mastronardi. Lei ha detto che questa sarà l’ultima stagione di L’allieva. Conferma? "Molto probabilmente sì. Ma ci sono ancora molti punti interrogativi da risolvere. Vedremo." Banale ma indispensabile chiederlo: quali sono le ragioni – a parte la sua interpretazione – del successo di una fiction arrivata ormai alla terza stagione? "Secondo me è dovuto al fatto che si tratta di una serie dai toni di commedia, romantica, molto leggera, che strappa sorrisi. I personaggi sono empatici,...

Domenica Raiuno cadrà sugli spettatori a corpo morto. Va in onda la terza stagione di L’allieva, cioè l’anatomopatologa Alice Allevi. La interpreta, insieme con Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti, Alessandra Mastronardi.

Lei ha detto che questa sarà l’ultima stagione di L’allieva. Conferma?

"Molto probabilmente sì. Ma ci sono ancora molti punti interrogativi da risolvere. Vedremo."

Banale ma indispensabile chiederlo: quali sono le ragioni – a parte la sua interpretazione – del successo di una fiction arrivata ormai alla terza stagione?

"Secondo me è dovuto al fatto che si tratta di una serie dai toni di commedia, romantica, molto leggera, che strappa sorrisi. I personaggi sono empatici, puliti, onesti. È una fiction che ti fa sognare. Non è un dramma, non si parla di mafia, di uccisioni, tradimenti..."

Ha mai assistito a un’autopsia?

"Nooo... non credo che sia umanamente sostenibile a meno di non essere un medico. All’inizio della serie ci è stato chiesto se avessimo voluto partecipare a un’autopsia, ma sia io sia Lino Guanciale non gli abbiamo neanche lasciato finire la domanda... Al massimo possiamo vedere qualcosa su internet. Quando giriamo le scene dell’autopsia o del ritrovamento dei cadaveri siamo assistiti da consulenti che ci spiegano come muoverci, cosa fare, cosa dire. La cosa più difficile è ricordarsi i termini tecnici. Io sono una frana, mentre Lino non ne sbaglia uno..."

Lei è un’appassionata di Grey’s Anatomy. Sempre lì si torna...

"Non solo Grey’s Anatomy ma anche Doctor House. Trovo queste serie affascinanti, ti fanno entrare nel mondo di chi salva le vite... Oddio, il mio personaggio non salva le vite, ma appartiene comunque a quel mondo."

È vero che una volta l’hanno bocciata a un provino dicendo ‘lei non farà mai l’attrice’?

"Ero giovanissima, 19 o forse 20 anni... Hanno detto che facevo troppe smorfie. Invece, quando ho dovuto affrontare il mio personaggio, il regista mi ha detto di calcare pure la mano, perché Alice è sopra le righe. Io non volevo perché mi ricordavo di quella bocciatura, ma alla fine ho ceduto. È stata un po’ una rivincita. Alice è una macchietta vivente."

Un suo momento di grande imbarazzo?

"I red carpet mi imbarazzano tremendamente, non so mai come affrontarli. Nella vita privata, mi imbarazzo quando entro in ascensore con una persona sconosciuta. Devi andare al terzo piano, ma i piani sembrano cinquanta!"

Lei ha vissuto il lockdown insieme con il suo fidanzato, l’attore scozzese Ross McCall. Nella sua esperienza, la clausura ha rafforzato la coppia o l’ha messa alla prova?

"Direi 50 e 50 %. Ci ha messo alla prova ma l’abbiamo superata. E quindi ci ha rafforzato. Sicuramente è stato un banco di prova importante per molte famiglie. Tante si saranno riconosciute, tante non avranno retto il cambiamento."

Cosa l’ha aiutata durante il lockdown?

"In quel periodo ho pensato molto a me. Ho avvertito il bisogno di fermarmi, di rallentare, scegliere le priorità. Ho scoperto la meditazione. Medito anche adesso, magari soltanto per dieci minuti, ma ogni giorno".

La sua metafora preferita è il bambù...

"Mi piacerebbe essere come il bambù, che si piega ma non si spezza. Se combatti le avversità ti fai male, se invece cerchi di comprenderle, di capirle, di accettarle, riesci a superarle."

Lei ora dove vive?

"Tra Roma, dove lavoro, e Londra, dove vivo con il mio fidanzato. Per me sono diventate una città sola. Roma è bellissima, impossibile non sentirne la mancanza. Londra è multietnica, cosmopolita ma allo stesso tempo europea. È sempre bello tornarci".