Massimo Giletti (Ansa)
Massimo Giletti (Ansa)

Roma, 1 agosto 2017 - Massimo Giletti a un passo da La7. Secondo quanto si apprende, infatti, mancherebbe soltanto la firma al contratto tra l'emittente di Urbano Cairo e il conduttore, per quasi trent'anni volto della Rai. Il presunto passaggio di rete arriva dopo la chiusura - tra le polemiche - dell'Arena (nata nel 2005), che Giletti ha guidato con successo nella domenica pomeriggio di Rai1. Il presentatore Giletti dovrebbe presidiare lo spazio del venerdì sera, ma non sembra esclusa la possibilità di un suo successivo passaggio alla domenica pomeriggio. 

Le voci di un suo addio alla tv pubblica si è fatta sempre più insistente negli ultimi giorni, specie dopo che il 27 luglio, in cda Rai il dg Mario Orfeo aveva ribadito la scelta di mandare in pensione 'L'Arena', spiegando che Giletti non aveva risposto all'offerta di Viale Mazzini (12 prime serate il sabato sera e reportage dai fronti dove sono impegnati i contingenti italiani). A La7 Giletti ritroverà Giovanni Minoli, nella cui squadra di Mixer nel 1998 ha iniziato la sua carriera Rai.

"La sua scelta di cambiare strada è legittima", ha detto dal canto suo Orfeo. "Non mi piace l'informazione urlata e spettacolarizzata" e "anche qui faccio un'operazione verità: il programma nell'ultima stagione è costato 5 milioni, i ricavi sono stati 2,7 milioni", ha proseguito. 

RAI - Intanto, oggi, Orfeo ha parlato per la prima volta in audizione in Commissione di Vigilanza. Il direttore generale ha spiegato di aver trovato al suo arrivo una situazione difficile sotto "tre aspetti: il rischio concreto che alcuni talenti potessero andare via dall'azienda, una situazione di previsione sui conti del 2018 difficile e la bocciatura del piano news comprensivo del nuovo portale web". E se la previsione dei conti Rai per il 2017 è "di sostanziale pareggio" ("cui si è arrivati faticosamente tagliando nell'ultimo mese") il 2018 - "immaginato con canone a 90 euro" - è invece previsto "in perdita di 80-100 milioni di euro" anche per la presenza di eventi sportivi, come le Olimpiadi invernali e i Mondiali di calcio. A incidere sono i ricavi da canone che "nel 2017 si riducono di circa 140 milioni sul 2016, mentre nel 2018 la diminuzione dovrebbe attestarsi a circa 170 milioni". Orfeo ha sottolineato che il canone in bolletta "ha garantito la riduzione dell'evasione e dovrebbe consentire una maggiore certezza e stabilità delle risorse a disposizione della Rai", ma il condizionale è d'obbligo - ha aggiunto - perché ci sono state riduzioni ("da 113,5 euro del 2015, ai 100 del 2016, sino ai 90 del 2017") e prelievi straordinari intervenuti in questi ultimi anni.

Il direttore generale Rai ha però sottolineato di essere impegnato "in una politica aziendale di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse", ambito nel quale rientra anche l'accordo con Fabio Fazio. "In ossequio alla policy del tetto degli ingaggi il costo unitario del contratto con Fabio Fazio si riduce del 16% rispetto all'anno scorso con il costo medio a puntata di 450.000 euro, a fronte di ricavi pubblicitari netti per puntata di 615.000 euro - ha spiegato -. Fazio guadagnerà 10mila euro in meno rispetto all'anno scorso facendo più ore di programma. Già con 13 puntate in autunno si ripaga integralmente l'accordo quadriennale con l'artista Fabio Fazio".

Orfeo ha anche citato un articolo di 'Prima Comunicazione' che racconta come Discovery fosse "pronta a garantire un contratto molto simile a quello firmato con la Rai ma con cifre ancora più elevate" al presentatore, "così come accaduto con Mediaset, pronta a garantirgli fino a cinque anni di contratto con uno dei loro canali". "Con quest'operazione manteniamo uno degli artisti più prestigiosi del panorama italiano, che vale l'1% di share. L'accordo con Fabio Fazio ci consente un cospicuo recupero di risorse nel medio e lungo periodo", ha quindi detto in riferimento ai conti.