Il presunto arcobaleno marziano ripreso da Perseverance (Foto: NASA/JPL-Caltech)
Il presunto arcobaleno marziano ripreso da Perseverance (Foto: NASA/JPL-Caltech)

Roma, 6 aprile 2021 - Tra le tante immagini inviate da Marte sulla Terra dal rover Perseverance, nell'ambito della missione Nasa Mars 2020, ce n'è una che ha acceso notevolmente la fantasia di appassionati e non. Ritrae un ormai familiare paesaggio marziano sovrastato da quello che sembrerebbe un suggestivo arcobaleno (vedi foto di apertura), nonostante sul Pianeta Rosso non piova probabilmente da miliardi di anni.

Gli scienziati della Nasa non hanno ancora esposto la loro versione ufficiale sulla questione, ma nel frattempo il dibattito ha attirato comunque la curiosità di giornali, siti specializzati ed esperti, che sono giunti più o meno tutti alla stessa conclusione. Ossia che l'arco immortalato dal robottino sul Marte non è realmente un arcobaleno. Ma, quindi, di cosa si tratta?

Prima di rispondere alla domanda, occorre ripassare alcune nozioni di base. L'arcobaleno è un fenomeno ottico che può verificarsi solo in presenza di acqua, cosa che accade ad esempio dopo un temporale, quando l'aria risulta carica di goccioline nebulizzate. In quest'occasione, la luce bianca del Sole attraversa l'aerosol atmosferico e si separa in vari colori, formando un tipico arco luminoso grazie a un gioco di rifrazioni e riflessione. Va da sé che la posizione dell'arcobaleno nel cielo è sempre opposta rispetto a Sole, e che quindi il fenomeno non può essere ammirato in "controluce".

Tornando al presunto arcobaleno marziano, la foto è stata realizzata dalle due fotocamere posteriori di Perseverance, che al momento dello scatto stavano puntando verso sud, ossia in direzione del Sole. Escludendo la possibilità di un alone solare (ci torneremo tra poco), la spiegazione più valida è che l'arco sia banalmente figlio di un riflesso delle lenti grandangolari delle videocamere.

Quanto al citato alone solare, si tratta di una sorta di cerchio colorato che si crea intorno al Sole (o intorno alla Luna), quando il cielo è coperto da cirri, nubi d'alta quota (6-12 mila metri) che contengono minuscoli cristalli di ghiaccio. Per la cronaca, nel 2019 su Marte è stata documentata la presenza di nubi filamentose simili ai cirri terrestri per merito del rover Curiosity. Tuttavia, l'alone solare (che non è un cerchio perfetto) ha un angolo di 22 gradi, molto diverso da quello che si osserva invece nella foto di Perseverance.