Maria Giovanna Elmi
Maria Giovanna Elmi

Milano, 9 ottobre 2017 - Con la scomparsa di Annamaria Gambineri, nel maggio scorso, Maria Giovanna Elmi è rimasta una delle ultime annunciatrici storiche della Rai. Resterà per sempre indimenticabile per il garbo, la bellezza, e il soprannome di Fata Azzurrina. 

«Sa come nacque il soprannome? Facevo ‘Il dirigibile’ con Mal e Mimmo Craig. Avevamo molti pupazzi che durante la trasmissione ‘parlavano’ con me. Ma nelle pause, naturalmente, no. I bambini ospiti, che vedevano i pupazzi animarsi solo quando c’ero io, credevano che avessi poteri magici».

Negli anni lei ha incontrato tanti personaggi famosi: chi è stato il più simpatico?
«Forse Sylvester Stallone, che intervistammo per ‘Sereno Variabile’. Girava il terzo Rambo nel deserto israeliano, e ci ricevette alle 5 del mattino. Osvaldo Bevilacqua scherzò con lui mettendosi su un masso per essere più alto. Quando fu il mio turno, gli chiesi di inventarsi qualcosa. Allora Stallone saltò su un cavallo nero, mi prese in groppa con lui e facemmo una lunga cavalcata nel deserto. Un altro fu Tony Curtis: lo incontrai al festival del cinema di Taormina. Siccome c’era anche Esther Williams, un mio mito, gli chiesi di presentarmela. Lui mi diede appuntamento al suo albergo ma alla fine non riuscii ad andare. Allora venne lui a cercarmi: si era scritto il mio nome sulla mano e a tutti quelli che incontrava chiedeva se mi avessero visto».

Lei ha incontrato tanti personaggi famosi, ma a sua volta lei godeva di un’immensa popolarità...
«Una sera a Roma, uscendo da un ristorante con amici, vedo Audrey Hepburn che mangia da sola. Audrey Hepburn! Tutti noi ci fermiamo a guardarla e a quel punto lei fa un cenno nella nostra direzione, anzi fa un cenno proprio a me. Mi avvicino e sa cosa mi chiede? Un autografo! Audrey Hepburn che chiedeva un autografo a me! Aveva sposato un italiano e suo figlio, Luca, vedeva le trasmissioni della Rai ed era pazzo di me».

L’Italia intera conosceva lei e le sue colleghe – Anna Maria Gambineri, Nicoletta Orsomando, Aba Cercato, Gabriella Farinon, Mariolina Cannuli, Rosanna Vaudetti – e vi amava...
«Una volta ero a Miami e si avvicina un ragazzo di una quarantina d’anni e mi chiede un autografo. Era emigrato da piccolo dall’Italia agli Usa, ma si ricordava di me nel ‘Dirigibile’».

Chissà quanti ammiratori, quanti fan, quante avance...
«Ogni giorno ricevevamo pacchi – ma intendo proprio pacchi – di lettere. Una volta uno mi ha mandato 500 lire dentro una busta con un biglietto: ‘Usa queste 500 lire per prendere un aperitivo, ti prego. Ho detto ai miei figli che ti avevo offerto un aperitivo e non so come mantenere la promessa’. La Orsomando un giorno ricevette un’altra lettera: ‘Nicoletta scusami, ma l’altra sera sono passato in mutande davanti alla tv, non sapevo che ci fossi tu’. Capisce? Credeva che noi dallo schermo potessimo vedere loro».

Era un’altra Italia...
«Spesso mi trovavo dei fiori sulla macchina. Naturalmente c’erano anche degli squilibrati. Uno era convinto di aver ricevuto dei segnali di interessamento da parte mia perché aveva visto che avevo spostato la riga dei capelli da destra a sinistra, proprio come piaceva a lui... Un’altra volta suona il citofono e c’è uno che arrivava da non so dove e voleva che mangiassimo insieme i polli cotti che si era portato dietro». 

Lei naturalmente non ha fatto solo l’annunciatrice. Ha lavorato con tutti i grandi della tv italiana, a cominciare da Corrado...
«Con lui ho fatto ‘Domenica in’. Scherzava sempre. Una volta doveva pubblicizzare la Polaroid. Mi pregò di scattare, durante il week end, alcune foto in costume da bagno. Poi in studio mi fece delle foto con la Polaroid, ma mostrò al pubblico le mie in costume: ‘Vedete?’, disse, ‘Con questa macchina accadono delle cose incredibili’». 

A proposito di foto in costume: Playmen pubblicò le sue foto in topless...
«Eravamo su una barca al largo, soli in mezzo al mare, e tutt’intorno alla barca c’era un tendalino che copriva tutto... non so come abbiano fatto. Ero terrorizzata all’idea che mi cacciassero dalla Rai. Mi hanno offerto molte volte un sacco di soldi per posare nuda, ma ho sempre rifiutato».

Lei era amata non solo dai bambini, anche dai papà. Costituiva il sogno erotico irraggiungibile...
«Ho avuto quasi 500 copertine. Un giorno Sandro Mayer mi mise in copertina, contemporaneamente, su ‘Gente mese’ e ‘Gente’. Gli chiesi se non gli sembrava un po’ troppo. Mi rispose che erano tre i personaggi che assicuravano grandi vendite: Carolina di Monaco, il Papa e io».

Torniamo ai grandi della tv. Lei ha lavorato anche con Mike...
«La prima volta fu nei primi anni Settanta. Girammo insieme un fotoromanzo per Grand Hotel ‘Un nido di tenebre’. Era una storia d’amore complicata, lui era il fidanzato di mia madre che si innamorava di me. In una scena avevo una camicia da notte abbottonata fino al collo ed entravo con lui in una camera da letto. La didascalia era: ‘... e passarono una notte d’amore’. Nel ’78 dovevo fare un servizio su una sfilata di moda a Marilleva per ‘L’altra domenica’ di Arbore, ovviamente di domenica. Intanto durante la settimana continuavo a fare anche gli annunci. Allora il Festival di Sanremo occupava solo tre giornate, le prime due in radio, e solo l’ultima in tv. Al martedì mi chiamano e mi dicono che al sabato avrei dovuto presentare il festival con Mike. Allora, terrorizzata perché non ho neanche un vestito adatto, chiamo Sabina Ciufffini, la quale molto gentilmente mi presta uno dei suoi vestiti lunghi. Ma non capivo perché avessero scelto proprio me. In seguito, da Vittorio Salvetti vengo a sapere che a Mike avevano proposto una serie di personaggi, ma lui aveva rifiutato tutti finché era arrivato il mio nome. Bene, arriva la mezzanotte e il verdetto ancora non si sa, così mandano in onda il telegiornale. Mike era fuori di sé. E io avevo il taxi che mi aspettava fuori dalla porta per portarmi a Marilleva».

Incontrò anche Tortora...
«Fu a ‘Portobello’. Lo incontrai qualche anno dopo, in aereo. Era già scoppiata l’inchiesta che lo aveva portato in carcere. Io gli dimostrai la mia solidarietà e lui, stringendomi le mani, commosso, mi disse: ‘Ma allora tu ci credi che sono innocente’».

Lei era tra i volti più popolari della tv eppure non guadagnava miliardi...
«Avevamo un contratto di impiegato di categoria B con mansioni ‘da annunciatore’. Avevamo orari fissi, per esempio dalle 15,30 alle 23,35. Se arrivavamo in ritardo di più di cinque minuti – e a me è capitato una volta perché non trovavo parcheggio – ricevevamo un richiamo. Eppure non ho rimpianti: mi sono sempre divertita moltissimo».