Lunedì 15 Luglio 2024
PATRIZIA TOSSI
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Restaurato il Mammut di Zerocalcare a Rebibbia. Lo storico murales romano diventa green

Realizzata nel 2014 dal famoso fumettista, l’opera è diventata sostenibile grazie a una vernice che trasforma lo smog in molecole di sale. Ogni giorno ‘catturerà’ le emissioni inquinanti di 12 auto a benzina

Il fumettista Zerocalcare davanti al Mammut di Rebibbia

Il fumettista Zerocalcare davanti al Mammut di Rebibbia

Roma, 27 luglio 2023 – Il Mammut di Zerocalcare a Rebibbia diventa green. Lo storico murales che campeggia nel piazzale della Metro Rebibbia è stato restaurato con pitture ecosostenibili che ‘intrappolano’ l’inquinamento e lo trasformano in molecole di sale. È tornato a nuova vita il misterioso animale, disegnato nel 2014 dal fumettista Zerocalcare: un’opera grande 60 mq che si trova all’uscita della metropolitana di Rebibbia, il quartiere capitolino dove risiede l’artista risiede. Il murales non solo è tornato a splendere, ma è diventato la prima opera murale eco-sostenibile.

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"Dopo aver lanciato l'idea di eco-murales dai muri di Ostiense (il primo e più grande eco murales d'Europa) oggi dal Mammut di Rebibbia vogliamo far partire una nuova idea di intervento di restauro rivolto ai murales, opere d'arte pubblica e urbana alle quali la capitale e altre città italiane si sono rivolte negli ultimi decenni", spiega Veronica De Angelis, fondatrice di ‘Yourban 2030’, l’organizzazione no profit che ha reso possibile il restauro insieme ad Atac. A curare il restauro del Mammuth è stata una giovane artista friulana, Maria Bressan in arte Rosmunda.

Il Mammut di Zerocalcare

Welcome to Rebibbia”. È la grande scritta che campeggia sul grande murales creato nove anni fa da Zerocalcare e che accoglie i passeggeri della metropolitana che arrivano nel quartiere. Il grande Mammut, simbolo di forza, è uno dei soggetti usati dal fumettista in molte sue opere. “Roma non è una sola città: sono tante città diverse. Questo disegno dovrebbe essere una sorta di benvenuto a chi arriva a Rebibbia”, aveva detto il 39enne all’epoca del murales.

“Fettuccia di paradiso stretta tra la Tiburtina e la Nomentana, terra di Mammuth, tute acetate, corpi reclusi e cuori grandi. Qui ci manca tutto, non ci serve niente”, ha scritto sul murales Michele Rech, in arte Zerocalcare. All’origine di questa citazione ci sarebbero i reperti archeologici rinvenuti nell’area di Casal de’ Pazzi, dove negli anni Ottanta furono scoperte diverse zanne dell’antico animale. Per l’artista romano il Mammuth è un elemento d’orgoglio della comunità, un segno di regalità da contrapporre al tristemente famoso carcere di Rebibbia.

Restauro green

Con il restauro green del Mammuth di Zerocalcare, Yourban 2030 – l'associazione rivolta alla diffusione dell'Agenda 2030 – dopo aver lanciato a Ostiense il primo e più grande eco murales d'Europa nel 2018, torna in campo con una nuova sfida: utilizzare interventi di tecnologia green non solo per nuove opere, ma anche per la riqualificazione di quelle già esistenti.

Il Mammuth di Zerocalcare è stato restaurato con l'utilizzo di pitture ecosostenibili che trasformano gli agenti inquinanti (come ossidi di azoto e zolfo, benzene, formaldeide e monossido di carbonio) in molecole di sale: con i suoi 60 mq, realizzati in restauro con le eco pitture, da oggi ha un impatto ecologico pari a 2,4 alberi piantati, con 12,8 auto benzina Euro 6 il cui inquinamento viene eliminato ogni giorno e 34,1 Kg di CO2 in meno nell'aria.

"Si tratta di un restyling green – continua De Angelis, inserita tra le dieci donne green del 2020 – che porta con sé ancora una volta un messaggio di sostenibilità e bellezza. La street-art rappresenta un linguaggio in grado di collaborare e dialogare con il territorio attraverso processi di rigenerazione urbana e opere di restyling creativi di spazi di vita nelle città. Oggi parlare di 'sviluppo sostenibile' significa parlare di uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere le generazioni future.

Chi è la muralista Rosmunda

L’artista friulana Rosmunda, al secolo Maria Bressan, vive e lavora a Carrara, in Toscana, e ha molto a cuore tematiche sociali ed ambientali. La sua ricerca è improntata sul rapporto tra uomo e natura. Dal 2018 ha realizzato numerosi murales tra Italia e Spagna e crede che la Street art sia un efficace strumento per creare appartenenza, risollevando luoghi e persone dal degrado.