La macchia solare "fotografata" dallo Inouye Solar Telescope - Foto: NSO/AURA/NSF
La macchia solare "fotografata" dallo Inouye Solar Telescope - Foto: NSO/AURA/NSF

Lo Inouye Solar Telescope, situato alle Hawaii, è il più grande telescopio del mondo dedicato allo studio del sole. Nonostante sia ancora in fase di completamento (i lavori termineranno l'anno prossimo), è già operativo e ha cominciato a mostrare ciò di cui è capace. Nei giorni scorsi è stata diffusa la sua prima immagine di una macchia solare, scattata nel gennaio scorso, una spettacolare visione ravvicinata che offre un livello di dettaglio senza precedenti. "L'immagine della macchia raggiunge una risoluzione spaziale circa 2,5 volte superiore a quanto mai ottenuto finora", dice l'astronomo Thomas Rimmele, "e arriva a mostrare sulla superficie del sole strutture magnetiche grandi anche solo 20 chilometri".

La macchia ha un diametro di 16mila chilometri: un neo sulla gigantesca superficie della nostra stella, ma sufficiente a contenere comodamente la Terra. Il fenomeno si presenta come una ragnatela di gas caldi e (relativamente) freddi che si propagano dal centro, il quale appare più scuro per via della concentrazione di campi magnetici che impediscono al calore all'interno del Sole di raggiungere la superficie. Ciò lo rende più freddo dell'area circostante, ma supera comunque una temperatura di 4000° C.
 



La straordinaria immagine è merito dell'avanzato sistema ottico del telescopio e del suo specchio primario da quattro metri di diametro. Secondo gli scienziati del National Solar Observatory, l'istituto che ha costruito e che gestisce la struttura, lo Inouye Solar Telescope garantirà la migliore osservazione possibile dalla Terra del nuovo ciclo solare appena iniziato, e che si stima raggiungerà l'apice nel 2025.