Loredana Berté sul palco (Andolfi)
Loredana Berté sul palco (Andolfi)

Milano, 1 agosto 2018 - E la luna (ri)bussò. «Io punto al doppio platino, non voglio fare la modesta, ma il fatto che questo singolo fosse una bomba ci è stato chiaro fin dall’inizio». Loredana Bertè ritrova la vena caraibica delle sue porte del buio e dei suoi party in piscina grazie ai BoomDaBash di Non ti dico no. E giura che il disco di platino appena incassato dal singolo, per le sue prime 50 mila copie vendute, non le basta.

Al di là degli evidenti meriti del collettivo salentino, quanto pensa che il successo del singolo sia stato aiutato dal positivissimo momento attraversato Loredana Berté?
«Sicuramente è stato un insieme di cose, ma il pezzo c’è; come ci sono i BoomDabAsh, la produzione di Takagi & Ketra e... Loredana Bertè. È una contaminazione che funziona».

Ha realizzato con Luca Barbareschi “Io sono Mia”, una fiction su sua sorella. Che effetto le ha fatto trovarsi davanti Serena Rossi nei panni di Mimì?
«Ho collaborato alla sceneggiatura fornendo aneddoti e correggendone altri... So che Serena Rossi è brava, spero che saprà cogliere l’essenza di Mimì».

Lei ha sempre sognato di sentirsi dire, almeno per una volta, da Mimì “Loredana, sono fiera di te”. Ma non è mai accaduto. Per questa fiction pensa di meritarsi finalmente quelle parole di riconoscenza?
«Spero tanto di sì. Ho voluto seguire personalmente la stesura della fiction proprio perché fosse tutelata».

Barbareschi ha parlato della presenza nella colonna sonora di un inedito proposto da Caterina Caselli. Di cosa si tratta?
«Caterina ha custodito gelosamente per anni questo meraviglioso pezzo inciso da Mimì. Abbiamo pensato che potesse essere l’occasione giusta per rendergli giustizia».

Nell’autobiografia “Traslocando. È andata così”, tornando indietro negli anni, dice che da ragazze “fare casino era il primo dei nostri comandamenti”. E il secondo?
«Arrivare a fine mese!».

Col repertorio (e le storie) che si ritrova, nessuno s’è mai proposto di fare un musical sulla sua vita?
«In verità arrivano ogni giorno proposte per fare fiction o musical sulla vita mia e di Mimì... delle sorelle. Stiamo valutando le offerte».

Quanto deve a Bill Conti per averla spronata a cantare?
«Moltissimo. Bill era un mostro sacro e sono stata molto fortunata ad averlo incrociato nel mio cammino, durante le prove di Hair al Sistina». 

Il 12 agosto si esibisce a Marina di Pietrasanta. Ce l’ha un aneddoto estivo sui suoi concerti versiliesi?
«Mi ricordo che nei primi anni Ottanta saltai sul motorino di un fan e gli chiesi, rotolo di manifesti sottobraccio e scotch alla mano, di scorrazzarmi per tutti i bagni. Non so quante affissioni facemmo in una giornata intera. D’altronde chi fa da sé fa per tre».

Lo scorso anno s’è sfogata sui social dicendo di essere stata esclusa da Sanremo per aver rifiutato l’offerta di cantare un pezzo di Biagio Antonacci. Le piacerebbe riprovarci?
«Ci riprovo di sicuro. E spero di essere trattata un po’ meglio».

Ha scritto una canzone sul suo funerale. Perché nelle interviste dice che il fatidico giorno (più tardi possibile, naturalmente) vorrebbe essere vestita come Mercoledì Addams ed essere sepolta nel cimitero di Praga?
«Perché io sono Mercoledì Addams!».

A proposito de “Il cimitero di Praga”, sa cosa disse Umberto Eco a suo figlio prima di andarsene? “Quando starai per morire capirai che hai passato la vita circondato da deficienti”. Esagerato?
«Mica tanto. Le persone valide, alla fine, le puoi contare sulle dita di una mano».

Parliamo del suo nuovo album, in uscita a settembre. C’è un titolo?
«Il titolo c’è, ma è ancora top secret. Gli autori che hanno collaborato o scritto per me le nuove canzoni sono tutti eccezionali. E li stimo tutti molto; dal grande Gaetano Curreri a Ivano Fossati, passando per altri un po’ più giovani, ma bravissimi, come Fabio Ilaqua, che ha scritto Occidentali’s karma con Gabbani».

Scusi, ha detto Fossati?
«Sì. E sono felicissima di lavorare nuovamente con lui. Ha scritto un pezzo sulla Bertè così come la conosce lui».

L’ultima vostra collaborazione era stata il testo di “Petala”, nell’84. Una vita fa. Poi cos’è accaduto? Come vi siete ritrovati?
«Sono successe tante cose e ci siamo persi. Poi, di getto, ho deciso di scrivergli una mail col cuore e lui mi ha risposto con altrettanto affetto. Per me è come un fratello».