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3 apr 2022

L’opera invisibile da 500mila euro All’asta la ricevuta di Yves Klein

3 apr 2022
L’artista Yves Klein (1928-1962)
L’artista Yves Klein (1928-1962)
L’artista Yves Klein (1928-1962)
L’artista Yves Klein (1928-1962)
L’artista Yves Klein (1928-1962)
L’artista Yves Klein (1928-1962)

Una ricevuta che garantisce la proprietà di un’opera d’arte invisibile dell’artista francese Yves Klein (1928-1962) andrà all’ asta da Sotheby’s a Parigi mercoledì con una stima di 300-500 mila euro. Per la prima volta sarà messo in vendita il pezzo di carta prodotto come parte della singolare performance del 1959, intitolata Zone de sensibilité picturale immatérielle (Zona di sensibilità pittorica immateriale). Durante quella perfomance, Klein realizzava ‘spazi vuoti’, ‘opere invisibili’ che vendette in cambio di oro puro. Per certificare la vendita (e l’acquisizione o addirittura la proprietà) l’artista rilasciava delle ricevute.

"Il vuoto era un soggetto che lo ha sempre perseguitato", spiega il responsabile di Sotheby’s per l’arte contemporanea in Francia, Guillaume Mallecot, definendo il progetto che ha permesso all’artista di vendere effettivamente lo spazio vuoto, come una "pietra miliare" nella storia dell’arte del XX secolo.

La ricevuta che andrà all’ asta è una delle poche del progetto di cui si conosce ancora l’esistenza. Secondo lo storico Denys Riout, sopravvivono quattro ricevute delle vendite di spazi vuoti di Klein realizzate tra il 1959 e il 1962.

Il foglietto proviene dalle proprietà del curatore d’arte Loïc Malle, che lo ha acquistato 35 anni fa. È la ricevuta più esposta, essendo stata esibite in mostre al Reina Sofia di Madrid e al Centre Pompidou di Parigi.

Prima che passasse nelle mani di Malle, la ricevuta fu acquistata dal mercante d’arte francese Jacques Kugel, uno dei pochi compratori che parteciparono alla performance di Klein.

Nato a Nizza nel 1928 e morto a Parigi nel 1962, Yves Klein è considerato un precursore della Body Art. Famoso per i suoi dipinti monocromi, passò poi ai lavori immetariali: voleva che i visitatori sperimentassero il vuoto e il solo modo per ripagare tale esperienza era per lui l’oro, che l’artista – per "riequilibrare l’ordine natirale" – gettava poi nella Senna.

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