L’apertura ufficiale della vendemmia a Montescano, nell’Oltrepo’ Pavese, ha rappresentato l’occasione per far ritrovare il territorio, i produttori e le istituzioni attorno a un tavolo di confronto. E’ stata l’occasione per delineare lo stato dell’arte di una fetta dell’Italia vinicola che risulta in buona salute ed esprime qualità nel panorama enologico.

All’incontro sono intervenuti rappresentanti dei Consorzi, di aziende agricole locali, della Camera di commercio di Pavia, insieme al sottosegretario al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. "E’ una occasione importante e ci aspettiamo – ha detto Gilda Fugazza (nella foto), presidente Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese – una qualità buona, quindi una Bonarda super e un metodo classico eccellente. Di strada ne abbiamo fatta, consapevoli di avere tutti i vini che vanno dall’antipasto al dolce, sia per il metodo classico che per altri prodotti come la Bonarda frizzante e il Sangue di Giuda che ci sta dando soddisfazioni commerciali".

La produzione lombarda si caratterizza per un’elevata presenza di qualità e vanta 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt. "Volendo fare un bilancio a metà del percorso il mio giudizio, a due anni e mezzo dal primo tavolo in Oltrepo, è positivo", ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, incontrando produttori e rappresentanti dei consorzi all’azienda agricola di Francesco Maggi a Montescano. E ancora: "Il nuovo Consorzio ha avviato molte iniziative, dal progetto Riccagioia che sta muovendo i primi passi per arrivare a un polo unico dell’eccellenza per l’agricoltura 4.0". L’incontro ha certificato anche la ripresa dell’enoturismo.

"La bottiglia deve essere venduta a un prezzo dignitoso – ha aggiunto l’assessore – e il lavoro agricolo deve essere riconosciuto e redditizio. Senza un ritorno non ci sono promozione, investimento e ricettività. Ecco perchè propongo di istituire un osservatorio dei prezzi delle uve per mettere in chiaro il costo di produzione e il prezzo che deve essere pagato e porre fine a fenomeni speculativi". "Oggi la nostra azienda è cresciuta nei prodotti e possiamo vendere con il nostro nome in concorrenza con altri territori – ha detto Marco Maggi, dell’azienda agricola ‘Francesco Maggi’ – cosa che non era possibile qualche anno fa. Per affermarsi sui mercati bisogna comunicare adeguatamente il prodotto e la qualità".