di Beatrice Bertuccioli Si respirava una grande voglia di libertà nella primavera del 1968. Mentre la contestazione studentesca infiammava le vie di Parigi, lui pensò di costruirselo un mondo diverso, tutto suo. Una piattaforma di 400 metri quadrati, una micronazione con le sue leggi, in acque extraterritoriali, a sei miglia della costa, di fronte a Rimini. Un genio ribelle, un visionario, l’ingegnere Giorgio Rosa, all’epoca 42enne, il 1° maggio 1968 proclamò l’isola come Stato...

di Beatrice Bertuccioli

Si respirava una grande voglia di libertà nella primavera del 1968. Mentre la contestazione studentesca infiammava le vie di Parigi, lui pensò di costruirselo un mondo diverso, tutto suo. Una piattaforma di 400 metri quadrati, una micronazione con le sue leggi, in acque extraterritoriali, a sei miglia della costa, di fronte a Rimini. Un genio ribelle, un visionario, l’ingegnere Giorgio Rosa, all’epoca 42enne, il 1° maggio 1968 proclamò l’isola come Stato indipendente col nome di “Insulo de la rozoj“, Isola delle rose, lingua ufficiale l’esperanto.

Quella straordinaria avventura viene rievocata dal regista Sydney Sibilia nel film L’incredibile storia dell’Isola delle rose, con Elio Germano nel ruolo dell’ingegnere Rosa (scomparso nel 2017 a 92 anni), Matilda De Angelis, Luca Zingaretti (nel ruolo del presidente Giovanni Leone), Fabrizio Bentivoglio. Primo film in lingua non inglese prodotto da Netflix (con Groenlandia di Matteo Rovere), arriva sulla piattaforma il 9 dicembre.

"Con Francesca Manieri stavo scrivendo Smetto quando voglio 2 e 3 – racconta Sydney Sibilia – ma ero anche alla ricerca di una storia per un film. Un giorno leggo su Wikipedia: “Non tutti conoscono l’Isola delle rose, una micronazione“. Incuriosito vado a vedere di cosa si trattasse. Con Francesca ci siamo detti: è un film fatto. In realtà abbiamo impiegato un anno e mezzo a scriverlo".

All’epoca ci fu chi pensò fosse un modo per non pagare le tasse sui guadagni derivanti da quell’insolito lido in mezzo al mare, presto frequentato richiamo per turisti, ma il film, romanzandola, la racconta soprattutto come la storia di un’utopia. "Era un’epoca in cui si faceva a gara a chi la faceva più strana, una cosa che colpisce rispetto al clima di omologazione di oggi", osserva Elio Germano.

Riferisce Sibilia di avere conosciuto l’ingegnere Rosa. "Andai a trovarlo a casa sua, a Bologna. È stato un incontro stupendo e mi ha raccontato molti episodi che ho messo nel film. Quando poi gli ho chiesto: le farebbe piacere se facessi un film su di lei? Lui mi ha risposto no, e allora non ho più avuto dubbi, andava fatto".

Lo Stato italiano non poteva consentire l’esistenza di quella micronazione e la piattaforma fu quindi demolita. Dice Fabrizio Bentivoglio, che interpreta il ministro dell’Interno dell’epoca: "Francesco Restivo era alla Costituente e votò l’articolo 11 in cui si dice che l’Italia ripudia la guerra ma poi dichiarò guerra all’Isola delle rose".