Martedì 11 Giugno 2024

Lo sguardo di Yu Hua sul mondo: "I rapporti umani diventano orribili"

Il nuovo romanzo di Yu Hua, "La città che non c'è", esplora i sentimenti e i doppi amori nella Cina del Novecento. L'autore riflette sulle contraddizioni umane e sociali, suscitando grande interesse al Salone del Libro di Torino. Yu Hua parla anche della Cina contemporanea e dei suoi progetti futuri.

I sentimenti, i desideri, i sogni, ma soprattutto i doppi amori e mariti nella Cina d’inizio Novecento, da nord a sud. Nel suo nuovo romanzo, La città che non c’è, appena arrivato in libreria per Feltrinelli, lo scrittore bestseller cinese, tra i più tradotti nel mondo, Yu Hua, dà voce agli opposti e alle contraddizioni dei rapporti e della vita. "Contraddizioni sempre presenti, anche nella società contemporanea dove si manifestano in modo diverso. Le relazioni umane oggi sono diventate più spaventosi di quelle che descrivo nel romanzo, in questo momento sono determinate anche dalle armi. Basta pensare alle guerre in corso: il conflitto in Ucraina, la drammatica questione palestinese e israeliana" dice Yu Hua, più volte candidato al Nobel, vincitore del Premio Grinzane Cavour nel 2012 con Vivere!

Al Salone del Libro di Torino appena concluso lo scrittore cinese è stato un piccolo caso, inseguito dai fan e da tanti giovani che gli chiedevano foto e selfie, ha visto il suo incontro spostato in Sala Oro da 500 posti per non lasciare fuori nessuno e Feltrinelli ha esaurito le sue copie allo stand.

Ma qual è ‘La città che non c’è’? "Neppure io lo so – dice Hua – Questa città nel libro si chiama Wencheng come il titolo originale del romanzo, ma non la trovi sulla carta geografica. Dopo l’uscita del libro è nato un modo di dire che adesso è abbastanza di moda in Cina: ‘nel cuore di tutti noi esiste una Wencheng’".

"Questa idea della città che non c’è – aggiunge lo scrittore – significa anche che in ciascuno di noi c’è qualcosa che non riusciamo a ritrovare della nostra vita".

La Cina che Hua racconta è quella del caos sociale e politico della fine di un impero millenario, dilaniata da lotte intestine. Un uomo del nord approda in una città del sud sotto una bufera di neve con una bambina in braccio: cerca la madre della piccola e una città che non c’è. Ma insieme a questa storia ci sono tante altre storie di uomini, donne, mestieri antichi e scomparsi che compongono un’epopea.

Come vede Hua la Cina di oggi e il rapporto con l’Europa? "Dalla fase della cosiddetta ‘riforma e apertura’ economica all’inizio degli anni ‘80 – risponde – ormai sono passati più di quarant’anni. Dal punto di vista economico il modello di sviluppo ormai è arrivato a un punto di svolta, cruciale. Sicuramente si devono operare dei cambiamenti, si apre un’epoca nuova. Uno degli aspetti più sensibili è il problema della disoccupazione intellettuale, tanti studenti universitari non trovano lavoro".

"Il rapporto con l’Europa – dice ancora – è una domanda complicata perché in realtà le relazioni tra Europa e Cina comprendono quelle tra la Cina e l’Italia, la Cina e la Francia, la Cina e la Germania, ma con ogni Paese ci sono diversi rapporti dovuti alle caratteristiche specifiche di ogni realtà. È difficile parlare di rapporti tra l’Europa nel suo complesso e la Cina perché in ogni Paese della Ue gli interessi nazionali prevalgono su quelli europei".

Quanto al futuro, lo scrittore anticipa i suoi progetti: "Sto scrivendo racconti autobiografici, che riguardano la mia infanzia e quella di mio figlio. Uscirà un libro a capitoli in cui sono legate le nostre storie d’infanzia".