27 ago 2021

L’Italia di Pound, quasi una storia d’amore

Il poeta scelse il Belpaese durante il fascismo e vi tornò dopo la detenzione negli Usa. Pasolini lo “liberò“ dai pregiudizi

lorenzo guadagnucci
Magazine
Ezra Pound (1885-1972) a Venezia in uno scatto del 1963
Ezra Pound (1885-1972) a Venezia in uno scatto del 1963
Ezra Pound (1885-1972) a Venezia in uno scatto del 1963

di Lorenzo Guadagnucci Quando Pier Paolo Pasolini si presentò al cospetto di Ezra Pound aveva 45 anni, il suo interlocutore 82. L’incontro avvenne a Venezia, ultima meta per il poeta statunitense di una vita appassionata a drammatica, trascorsa per lo più in Italia. Pasolini cominciò l’intervista – trasmessa dalla Rai nel giugno ‘68 ma registrata qualche mese prima – citando una poesia (Patto) in cui Pound si rivolge a Walt Whitman, riprendendone il senso: “Stringo un patto con te Ezra Pound ti detesto ormai da troppo tempo. Vengo a te come un fanciullo cresciuto che ha avuto un padre dalla testa dura sono abbastanza grande ora per fare amicizia”. Pasolini aveva a quel punto superato i vecchi giudizi (o pregiudizi, secondo alcuni) su quel poeta geniale e irregolare che aveva sinceramente detestato in quanto fascista. L’intervista televisiva di Pasolini diede un grande contributo alla “riabilitazione” di Pound e a una sua riscoperta in quanto poeta. Il filo che legava Pound all’Italia non si era comunque mai spezzato, nemmeno negli anni bui del dopoguerra, quando il poeta accusato di tradimento rischiò nel suo paese la sedia elettrica, evitata perché il giudice lo dichiarò incapace di intendere e di volere e lo inviò al manicomio criminale St. Elizabeths’ di Washington D.C. La lunga detenzione (oltre dodici anni) fu per Pound – e come poteva essere altrimenti? – una sofferenza indicibile, mitigata dall’affetto di familiari e amici e, perché no, dalla vicinanza che gli dimostrarono giornalisti e uomini di cultura italiani. Luca Gallesi, giornalista e traduttore dell’opera di Pound, ha raccolto nel volume È inutile che io parli (De Piante editore), una serie di “interviste e incontri” col poeta pubblicati sui giornali italiani fra il 1925 e il 1972. Per tre quarti sono articoli usciti dopo la guerra, e non mancano reportage dal manicomio ...

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