di Eva Desiderio

Vita nuova al cachemire, nel rispetto dell’ambiente e del Pianeta. Una seconda vita per una materia nobilissima e rara che viene incontro ai desideri di una clientela internazionale, spesso composta da giovani, che hanno attenzione massima alla sostenibilità. Bisogni nuovi che muovono i più recenti progetti e le più ambiziose ricerche degli imprenditori che catturano per primi i cambiamenti dei mercati. Come nei caso di Lineapiù Italia e del suo proprietario e presidente Alessandro Bastagli che dopo aver presentato all’ultimo Pitti Filati le collezioni Lineapiù e Filclass per l’inverno 2022-2023, in azienda, a Capalle (alle porte di Firenze), ha mostrato a venditori e clienti un’ultima novità destinata a far molto parlare il mondo del fashion: dopo otto mesi di ricerca nasce infatti Endless Lineapiù Cachemere, cachemere rigenerato che restituisce alla moda una gamma di filati rigenerati di alta qualità, certificati GRS, Global Recycle Standard, con 35 sfumature di colore. I materiali selezionati, in gran parte ancora a mano da personale esperto, sono già tinti e dunque scelti per nuance, divisi e lavorati per il riciclo con minor impiego di energia e di acqua, senza usare coloranti. A questo si aggiunge un nuovo modello di produzione, inedito per la filatura (nel solco della gloriosa tradizione del cardato pratese), per un mercato importante che permetterà a molti di vestire in cachemere senza depauperare l’ambiente. La materia vergine infatti, oltre ad avere costi sempre più alti, è ad alto impatto ambientale.

"È importante che le nostre scelte siano ogni giorno di più indirizzate verso uno sviluppo responsabile e consapevole - dice Alessandro Bastagli, il presidente di Lineapiù Italia -. Endless Lineapiù Cachemire è una scelta di campo, una filosofia produttiva: quella della circolarità, pensata per preservare il pianeta e ridurre l’impronta ambientale dei processi tessili. Rendendo moderno il gesto più antico: recuperare, raccogliere, riutilizzare". Si recupera tutto dalle maglie usate, tranne le vecchie etichette, i bottoni e il nylon impiegato per le cuciture. A Capalle c’è un settore dedicato. "Nel 2020 abbiamo perso 11 milioni di euro di fatturato su 41 milione del 2019, con un meno 27%. Abbiamo chiuso a 30 milioni e spiccioli - continua Bastagli - ma il bilancio è in attivo, un meno 5,65 di utile netto lo valuto come un fatto positivo. Sono certo che nel 2021 recupereremo più del 50% delle perdite, per circa 6 milioni di euro".

Non basta: nei nuovi programmi dell’azienda fondata nel 1975 da Giuliano Coppini, mago indiscusso di ogni filato di eccellenza, e dal 2010 di proprietà di Alessandro Bastagli, c’è anche il Lineapiù Finest Fibers Research Program che prende avvio con una selezione limitata di Mohair Superkid ultrafine: una finezza straordinaria per una fibra dalle caratteristiche eccezionali. Prodotto in Australia dagli allevatori di capre d’Angora Ferreira Fibers, con cui Lineapiù Italia ha stretto un accordo di esclusiva, proviene da una filiera trasparente e certificata: tutti i processi, dalla produzione al prodotto finito, sono infatti tracciati. Finest Fibers Research Program è il servizio che offre ai brand della moda materie prime pregiatissime, prodotte in quantità limitata, e progettazione di filati progettati in esclusiva per il brand che li ha scelti.