Topolino, Paperino e Pluto sono soltanto la faccia dolce di un business molto più spietato. "Dovete mettere la gente che lavora prima del profitto, oppure la magia prima o poi finirà…". Abigail Disney attivista ed ereditiera ribelle dei Disney, nipote del fondato dell’impero non risparmia nessuno degli attuali manager. Ad aprile, con l’esplosione del Covid, arriva la prima bordata contro la decisione di lasciare oltre 100mila dipendenti senza paga. Adesso che la decisione diventa definitiva e ancora più severa e la Disney si prepara a licenziare definitivamente 32mila dipendenti perché i parchi dei divertimenti indeboliti e falcidiati dal Covid, difficilmente potranno muovere lo stesso giro di affari, Abigail la guerriera torna a sparare sui...

Topolino, Paperino e Pluto sono soltanto la faccia dolce di un business molto più spietato. "Dovete mettere la gente che lavora prima del profitto, oppure la magia prima o poi finirà…". Abigail Disney attivista ed ereditiera ribelle dei Disney, nipote del fondato dell’impero non risparmia nessuno degli attuali manager. Ad aprile, con l’esplosione del Covid, arriva la prima bordata contro la decisione di lasciare oltre 100mila dipendenti senza paga. Adesso che la decisione diventa definitiva e ancora più severa e la Disney si prepara a licenziare definitivamente 32mila dipendenti perché i parchi dei divertimenti indeboliti e falcidiati dal Covid, difficilmente potranno muovere lo stesso giro di affari, Abigail la guerriera torna a sparare sui manager col bazooka.

"Com’è possibile che, mentre loro si arricchiscono, i dipendenti che guadagnano non più di 15 dollari l’ora lordi non avranno più i soldi per sfamarsi?". E non importa se è stato Biden a vincere le elezioni. Anzi, pure peggio, perché il prossimo presidente, che vive in Delaware dove hanno sede più del 90 per cento delle società Usa, comprese quelle di comodo, non potrà fare nulla per aiutare il colosso mondiale del divertimento. Soprattutto Joe Biden non può ignorare che proprio l’ex boss della Disney, Bob Iger, è un grande sostenitore dei democratici con la velleità di diventare anche presidente del partito. "La Disney con queste decisioni perderà il suo vecchio fascino – sostiene Abigail – e non è destinata a durare. Non sono scelte vincenti quelle che si stanno facendo. Com’è possibile che gli stipendi dei quadri alti sono tornati a salire ai livelli prima del Covid, mentre quelli dei dipendenti di livello più basso sono scomparsi e verranno mandati a casa in massa? Com’è possibile che il Consiglio di amministrazione pensi solo al profitto e non alle persone che sono dietro la grande famiglia Disney che ha ramificazioni in tutto il mondo?".

In una lunga intervista a una radio californiana Abigail, nota documentarista e filantropa liberal, decisiva nel 2005 nella cacciata del super manager Michael Eisner, che trasformò la società in un colosso anche del cinema, in questi giorni è tornata sul fronte di guerra: "La Disney non riuscirà più a cambiare per fattori esterni. Il solo cambiamento può avvenire dall’interno. Ma non ne vedo i segnali nemmeno con l’arrivo di Robert Chapek che da febbraio del 2020 è ai vertici del colosso".

La nipote del fondatore (che possiede azioni, ma non fa parte del consiglio di amministrazione) da tempo ha sposato la causa delle maestranze della compagnia, molto più orientata a proteggere il valore delle shares che non delle decine di migliaia di persone che vi lavorano. Questa volta Abigail paragona addirittura il carattere duro dei super manager di Topolino a Ebenezer Scrooge, l’antieroe avaro e misantropo della novella di Dickens, che però alla fine si redime diventando una persona decente.

Non è detto tuttavia che il clima natalizio e l’ottimismo di Abigail abbia lo stesso effetto su Robert Chapek, il nuovo boss della società con un percorso tutto interno alla Disney, che però è costretto a fare i conti con i tremendi effetti della chiusura dei parchi divertimento dovuta al Covid. Abigail, sessant’anni, sposata con quattro figli, è ancora titolare di almeno il 3% della azioni del colosso , he ammontano oggi a oltre 180 milioni di dollari, ma negli ultimi anni con le sue attività filantropiche avrebbe già distribuiti in beneficenza più di 70 milioni soprattutto per sostenere le cause sociali in difesa delle donne.

Riportare la Disney al mito della vecchia magia e della una società benevola e protettiva che si prende cura dei dipendenti e delle loro famiglie e non pensa solo ai profitti di corporation globale, è ormai diventata la sua grande crociata.