di Riccardo Jannello "Quando la città si addormenta è solo l’ombra delle tue braccia e del tuo corpo, l’eco della tua voce, che vibra in me sempre più forte...". Sembra di sentirla l’indimenticabile voce di Dalida che esce da una radio e poi torna di nuovo quando James Bond e la sua ultima amante, la psichiatra Madelein Swann, entrano nella sala da ballo a Parigi in una scena di No time to die, il film della saga di 007 la cui uscita – programmata nell’aprile scorso – è slittata causa Covid a marzo 2021. L’ultimo con Daniel Craig che in questa pellicola è affiancato dal suo successore, pardon successora, l’attrice inglese di colore Lashana Lynch a cui...

di Riccardo Jannello

"Quando la città si addormenta è solo l’ombra delle tue braccia e del tuo corpo, l’eco della tua voce, che vibra in me sempre più forte...". Sembra di sentirla l’indimenticabile voce di Dalida che esce da una radio e poi torna di nuovo quando James Bond e la sua ultima amante, la psichiatra Madelein Swann, entrano nella sala da ballo a Parigi in una scena di No time to die, il film della saga di 007 la cui uscita – programmata nell’aprile scorso – è slittata causa Covid a marzo 2021. L’ultimo con Daniel Craig che in questa pellicola è affiancato dal suo successore, pardon successora, l’attrice inglese di colore Lashana Lynch a cui consegna – sembra solo temporaneamente, per questo film – la licenza di uccidere.

Dalida sarà nella colonna sonora del film con Dans le ville endormie (nella città addormentata), brano degli Irresistibles (My year is a day) tradotto per lei nel 1968 da Claude Lemesle sulla musica di William Sheller.

Il disco fu un grande successo all’epoca con due milioni di copie vendute, prima che venisse dimenticato. La scelta dei produttori di 007, concordata col fratello-agente della diva italo-francese Orlando, lo farà tornare in auge e comparirà in un cofanetto di Natale con le maggiori interpretazioni di Dalida, al secolo Iolanda Cristina Gigliotti, nata al Cairo da famiglia calabrese nel 1933 e morta suicida a Parigi il 3 maggio 1987 al culmine della depressione iniziata con il colpo di pistola, esploso su se stesso dal grande amico Luigi Tenco vent’anni prima.

Il successo postumo di Dalida, magistralmente orchestrato dal fratello, è mondiale. L’ultimo biopic è uscito in Cina, le sue canzoni continuano a essere trasmesse e amate ovunque. Per lei hanno scritto i maggiori autori e per lei è stato inventato il “Disco di diamante“ consegnatole nel 1981 dopo 85 milioni di vinili venduti. La sua voce correda già una quarantina di film, ma soprattutto è nell’immaginario collettivo per la sua sensualità, la sua passione, la sua bravura a giostrare con le note più alte.

Non è la prima volta che i produttori di 007 scelgono nelle colonne sonore una canzone interpretata da un artista già deceduto. In Skyfall, 2012, Charles Trenet, altro straordinario interprete della canzone francese, si fa ascoltare con Boum!. Lui era morto da 11 anni, Dalida da 33 e questo la dice lunga sulla sua straordinaria attualità.

Nella colonna sonora di No time to die, che i francesi hanno già tradotto nell’equivalente di Morire può attendere, c’è in contrapposizione al mito l’artista contemporanea più iconica, l’americana Billie Eilish, che canta il brano che dà il titolo al film. Scontro generazionale: Billie ha 19 anni, Dalida ne avrebbe 87.

Attorno alla saga di Bond si svelano personaggi femminili che hanno un carisma che sempre più si avvicina a quello dell’agente segreto di Sua Maestà britannica. Accanto a Craig in questo film recita non solo la Lynch, ma un’attrice, anch’essa francese, di altissimo livello, quella Léa Seydoux (appunto Madeleine Swann) che il grande pubblico ha apprezzato in molte pellicole e soprattutto in La vita di Adele e che è stata già Bond Girl, al fianco di Craig, in Spectre. Francia omaggiata anche dal cognome Swann, magari Madeleine si scopre sia una discendente di Charles, il protagonista della Recherche di Marcel Proust.