Domenica 21 Luglio 2024

“Da Halleluja a The Last Goodbye”, in libreria la biografia di Jeff Buckley

La storia del cantautore raccontata dal manager Dave Lory e dal giornalista Jim Irvin esce oggi in Italia

Jeff Buckley

Jeff Buckley

Roma, 26 giugno 2024 – “Da Hallelujah a The Last Goodbye” è il titolo della biografia dedicata al cantautore Jeff Buckley, raccontata dal manager Dave Lory insieme al giornalista Jim Irvin, in uscita in Italia mercoledì 26 giugno per Il Castello marchio Chinaski Edizioni.

Manager e amico del protagonista, Lory rivela al grande pubblico l’universo del musicista statunitense da una prospettiva unica e privilegiata, in un viaggio che coinvolge soprattutto gli addetti ai lavori del suo entourage dagli esordi fino al tragico ed improvviso epilogo. Discografici, avvocati, musicisti, fonici, fotografi e tutta la filiera del music biz hanno contribuito al libro con un aneddoto personale, restituendo al lettore quella che era una figura complessa e controversa.

Nel libro Lory racconta le giornate con Buckley: prove, sessioni di studio, contratti e strategie promozionali. Pensieri e preoccupazioni del manager accompagnano la storia, mostrando come la sua figura si andrà ad evolvere nel tempo diventando una sorta di padre adottivo per il cantautore – quel padre che non ha mai avuto. Proprio il difficile rapporto con il padre, Tim Buckley, amato cantautore che aveva abbandonato Jeff e la madre ed era poi morto di overdose, è uno degli argomenti portanti del libro. “Non ho niente a che fare con mio padre” dichiarava Jeff, rinunciando del tutto agli assegni derivanti dai suoi diritti d’autore.

La vita e la carriera di Jeff erano un continuo di alti e bassi, entusiasmi e delusioni, grandi certezze e improvvisi ripensamenti. Con il primo album “Grace” (1994) il successo di massa arriva in un attimo e da lì il rapporto con i fan e con la fama diventa complesso. In un attimo era sulla bocca di tutti, così Paul McCarteny si auto invitava ad un suo concerto, Barbara Streisand lo voleva per un suo film e i Radiohead furono illuminati da un suo concerto per riprendere le registrazioni del loro secondo album “The Bends” (1995).

Le registrazioni del suo secondo album, “Sketches for My Sweetheart the Drunk”, come noto, s’interruppero a causa di un’incidente dove il cantante rimase ucciso a soli 30 anni. Il 29 maggio 1997, Buckley decise di immergersi vestito nel Mississipi per fare un bagno, scomparendo poi dalla vista in seguito al passaggio di un battello. Il suo corpo venne ritrovato 6 giorni dopo, sotto il ponte di Beale Street a Memphis. L’evento suscitò enorme scalpore e speculazioni mediatiche in tutto il mondo. L’autore, che ha sempre escluso il motivo del suicidio o un abuso di sostanze, lascia una personale osservazione non priva di un velato senso di colpa. Secondo Lory, infatti, il gesto di Buckley non è stato in alcun modo volontario, ma semplicemente ne aveva sottovalutato le conseguenze.

C.C.