Mercoledì 17 Luglio 2024
PIERO DEGLI ANTONI
Libri

Cooper il visionario: donne di potere nella Chiesa

Lo scrittore bestseller torna con “L’ultimo conclave“: "Nel nuovo thriller mi stuzzicava l’idea di proporre un “cosa accadrebbe se...?“"

Glenn Cooper, nato a New York 71 anni fa

Glenn Cooper, nato a New York 71 anni fa

Milano, 29 giugno 2024 – Glenn Cooper è un fenomeno editoriale singolare: americano di nascita e di residenza, dopo La biblioteca dei morti con cui ha esordito ha avuto un grandissimo successo in Europa e soprattutto in Italia, in patria non ha lo stesso seguito. È appena uscito il suo nuovo libro, dal suggestivo titolo L’ultimo conclave (edizioni Nord). Si parte con una scena shock: i cardinali, riuniti nella Cappella Sistina per scegliere il nuovo Papa, non escono dalla sala. Viene forzata la porta ed ecco: i cardinali sono spariti!

Perché la Chiesa cattolica emana questo fascino nei confronti degli anglosassoni?

"Posso rispondere per me. Io non sono uno storico di professione. Ma, quando ho cominciato ad appassionarmi alla materia, mi sono accorto che la Chiesa ha avuto una grande influenza sia sulle monarchie che sulla gente normale. È un’organizzazione opaca, poco trasparente, per cui rappresenta lo scenario ideale per raccontare di complotti".

Il tema della donna nella Chiesa è fondamentale nel suo libro. Lei immagina addirittura che una donna diventi segretario di Stato.

"È il ruolo più alto a cui una donna possa aspirare nella Chiesa. Nel diritto canonico non c’è un divieto espresso. Così mi stuzzicava l’idea di proporre un “cosa accadrebbe se...?“".

Papa Francesco ha dato una svolta alla Chiesa?

"Ha nominato donne in posizioni importanti, per esempio c’è una suora come sottosegretaria al Sinodo. Siamo arrivati fin lì, ma Papa Francesco non è un riformista, cerca di evitare lo scisma, tiene le fazioni unite. Le posizioni più radicali restano frustrate".

Nel suo ultimo libro Cal Donovan, protagonista di altri romanzi, è infatuato appunto del segretario di Stato vaticano, Elisabetta Celestino. Molti lettori sono ansiosi di sapere se tra loro sboccerà una vera storia d’amore...

"Non voglio svelare niente, posso solo dire che alla fine di questo libro c’è una risposta parziale. Ma quella definitiva possono darla solo loro, e ancora non me l’hanno comunicata".

I suoi modelli sono stati Uberto Eco, John Steinbeck, John LeCarrè, Graham Greene e Andrea Camilleri. In cosa l’hanno ispirata?

"Umberto Eco innanzitutto. Mi ha rivelato come si possa scrivere un thriller serio e molto ben documentato. Un libro basato su conoscenze accademiche però non destinato agli accademici bensì ai lettori comuni. Gli altri scrittori citati mi hanno ispirato soprattutto per la lingua. Non credo di poter scrivere con la stessa bravura, ma, quando inizio una frase, un paragrafo, cerco di ispirarmi a loro per essere il più efficace e il più raffinato possibile".

A proposito del Nome della rosa, quando l’ha letto?

"Appena uscito, non ricordo l’anno... (consulta Google, scopre che il libro è del 1980)... il 1980, incredibile... Possiedo anche una prima edizione in lingua inglese, con l’autografo dell’autore. L’avevo trovata in vendita su internet, e la cifra richiesta era molto alta. Alla fine mi sono deciso e l’ho acquistata".

Pensa che i lettori europei siano più sofisticati?

"Al cento per cento! Gli americani non hanno la pazienza di seguire una trama complessa, che salta in vari periodi storici su piani temporali diversi. Cercano storie banali in cui non ti devi impegnare intellettualmente. All’inizio ero frustrato per il fatto che il mio Paese non mi riconoscesse, che in America non vendessi quanto in Europa. Ma col tempo ho sviluppato l’orgoglio di essere uno scrittore europeo, anzi italiano!".

Qual è la differenza tra lei e Dan Brown?

"Lui vende molto più di me! Lascio che siano gli altri a giudicare. Ma il mio parere potrei dirglielo solo off records...". (ride).

Cosa la lega all’Italia?

"C’è un affetto reciproco e profondo tra me e i lettori italiani. Ho molti affezionati anche in Francia, in Spagna, in Portogallo, ma il legame con i lettori italiani è molto intenso. È un rapporto simbiotico, rispondo al loro affetto dandogli quello che vogliono leggere".