Domenica 14 Luglio 2024
MATTEO MASSI
Libri

Come Miss Marple. Delitto al liceo: indaga la prof cinéphile

Gaja Cenciarelli debutta nel giallo, tra Agatha Christie e Profondo rosso

Gaja Cenciarelli

Gaja Cenciarelli

Bologna, 30 giugno 2024 – Nubile non è, perché ha un passato sentimentale (nemmeno così lineare: matrimonio e tradimento). Non beve tè con le amiche, ma preferisce una tisana con curcuma e zenzero. Quando ci si imbatte in Margherita Magnani però, professoressa d’inglese in un liceo romano, viene in mente quasi subito Miss Marple. Anche se c’è un bello scatto anagrafico tra le due. La professoressa Magnani, ipocondriaca e fissata con i vecchi film (Hitchcock e Dario Argento tra i registi preferiti) non è ancora entrata nella terza età e oscilla invece tra la linea dei quaranta e quella dei cinquant’anni a differenza dell’illustre personaggio di Agatha Christie, e nasce dalla fantasia di Gaja Cenciarelli. È il suo debutto nel giallo, “A scuola non si muore”  (Marsilio), ma non c’è da rimanere delusi. Innanzitutto perché ci guida nel ventre di una scuola della capitale, in cui la fauna giovanile è variegata. I suoi studenti interpretano al meglio una generazione da decifrare, cui non manca però lo spunto. Anche investigativo, perché poi collaboreranno in maniera fattiva con la loro professoressa-detective alla soluzione del crimine. Anzi, dei crimini. Si inizia con l’omicidio del vice preside: il corpo viene ritrovato a scuola, le mani sono state tagliate e non si trovano. Sarà solo l’inizio, come appare subito evidente, di una serie di omicidi. Margherita – che aveva un gatto di nome Margot – finisce dentro la storia con entrambi i piedi. Perché la sospettata numero uno, almeno all’apparenza, sembra proprio lei. Aveva avuto un alterco con il vice preside.

Tra una lezione di letteratura inglese e un’altra, comincia a mettere assieme alcuni tasselli. Ma per risolvere un omicidio, manca sempre un tassello. Figuriamoci una serie di omicidi.

Così le viene in soccorso la sua mistica cinematografica. Profondo rosso di Dario Argento dà la stura allo sviluppo delle sue deduzioni, ma nel frattempo per un motivo o per un altro, anche negli omicidi successivi lei ci si trova sempre impigliata.

Nel giallo di Cenciarelli resta forte il senso della scuola di oggi, che un senso in fondo (almeno leggendo questo libro) ce l’ha. Sarà pure rattoppata, farraginosa nelle sue strutture e forse anche nei rapporti, sempre più difficili e tesi tra insegnanti e studenti, ma il senso di comunità che ne esce fuori in quel groviglio di relazioni (anche umane) tra la professoressa Magnani e i suoi studenti, è un bel messaggio che il libro riesce a irradiare.