L’attrice Liana Orfei balla con il regista Federico Fellini, per il quale recitò ne I clowns. , un film documentario del 1970
L’attrice Liana Orfei balla con il regista Federico Fellini, per il quale recitò ne I clowns. , un film documentario del 1970
Roma, 21 dicembre 2020 - Se qualcuno ha avuto una vita spericolata, di sicuro è lei. Liana Orfei, 83 anni, artista del circo, attrice, presentatrice tv, l’ha raccontata in un libro, Romanzo di vita vera (Baldini Castoldi). Le ci sono volute 416 pagine, tanto per dare un’idea. Lei racconta molti episodi, ma il più incredibile riguarda Luchino Visconti... "Confesso che sembra incredibile anche a me. Ma è successo davvero. Avevo vinto il premio della Caravella d’oro ed ero alla cena di festeggiamento, al tavolo con Paolo Stoppa e Rina Morelli. Visconti era seduto a un altro, ma continuava a fissarmi. Dopo un po’ si alza e mi raggiunge. Cominciamo a parlare, ed è un conversatore meraviglioso. Si fa tardi e gli dico che devo tornare in camera perché il giorno seguente ho delle riprese. Lui insiste perché rimanga, così mi fermo un altro po’. Ma, quando se ne sono andati quasi tutti, mi alzo e faccio per uscire. Lui mi trattiene e cerca di baciarmi. Io mi divincolo e salgo in camera, nell’hotel sopra il ristorante. Una volta dentro, apro la finestra e cosa vedo? Luchino Visconti che si sta arrampicando lungo la pianta di glicine che copre la facciata. Sale...

Roma, 21 dicembre 2020 - Se qualcuno ha avuto una vita spericolata, di sicuro è lei. Liana Orfei, 83 anni, artista del circo, attrice, presentatrice tv, l’ha raccontata in un libro, Romanzo di vita vera (Baldini Castoldi). Le ci sono volute 416 pagine, tanto per dare un’idea.

Lei racconta molti episodi, ma il più incredibile riguarda Luchino Visconti...

"Confesso che sembra incredibile anche a me. Ma è successo davvero. Avevo vinto il premio della Caravella d’oro ed ero alla cena di festeggiamento, al tavolo con Paolo Stoppa e Rina Morelli. Visconti era seduto a un altro, ma continuava a fissarmi. Dopo un po’ si alza e mi raggiunge. Cominciamo a parlare, ed è un conversatore meraviglioso. Si fa tardi e gli dico che devo tornare in camera perché il giorno seguente ho delle riprese. Lui insiste perché rimanga, così mi fermo un altro po’. Ma, quando se ne sono andati quasi tutti, mi alzo e faccio per uscire. Lui mi trattiene e cerca di baciarmi. Io mi divincolo e salgo in camera, nell’hotel sopra il ristorante. Una volta dentro, apro la finestra e cosa vedo? Luchino Visconti che si sta arrampicando lungo la pianta di glicine che copre la facciata. Sale con un’agilità incredibile, da vero circense! Allora esco dalla stanza e busso alla porta di Rina Morelli, che era accanto alla mia. Lei si sveglia e mi apre insonnolita. Le racconto cosa è successo, e mi offre rifugio. Quando finalmente torno in camera, Visconti è sparito".

Un altro aneddoto divertente riguarda il grande attore americano Victor Mature...

"Eravamo in Jugoslavia per girare un film. Al mattino, io e altri quattro saliamo su un’auto sportiva che poteva ospitare solo due persone per andare a vedere un villaggio distrutto dalla piena del fiume. Viaggiavamo veloci, e dietro una curva troviamo un camion in manovra che sbarra completamente la strada. Ci sbattiamo contro, e io mi fratturo un piede. Dopo varie traversie ospedaliere riesco a tornare in albergo che però, a quei tempi, non aveva servizio in camera, per qualsiasi cosa bisognava andare a prendersela da sé. Io resto bloccata e non posso muovermi. Il resto della troupe è impegnata nelle riprese, perché Orson Welles, protagonista, ha preteso di girare soltanto di notte. Mature, l’altro protagonista, si offre allora di vegliarmi. Gli dico di accomodarsi sul divano della suite, ma non vuole assolutamente. ‘Non posso entrare di notte nella camera di una signora sposata’, mi dice. E per due notti dorme fuori dalla mia porta, nel corridoio, disteso sul pavimento".

Nel libro si scopre che ha addirittura girato un fotoromanzo con Renzo Arbore...

"Io non volevo, ma il mio agente mi convinse che in quel modo avrei conquistato nuovo pubblico. Renzo Arbore impersonava un dottore che si innamorava di un’artista del circo. Venne il momento del bacio, che doveva essere molto molto casto. Si chiamava ‘bacio finto’. Allora Arbore venne da me e mi chiese: ‘Scusi, può spiegarmi che cos’è un bacio finto? Io nella vita ne ho dati solo di veri’".

A Tognazzi invece mollò un sonoro schiaffone...

"Tognazzi era un donnaiolo impenitente, ci provava con tutte. Almeno finché non sposò la mia amica Franca Bettoja, che lo mise a posto. Nel finale del film Tipi da spiaggia c’era un bacio, ma stavolta vero. Talmente vero che Tognazzi lo interpretò con grande foga. Io mi stizzii e così, senza pensarci, gli mollai un ceffone. Lui rimase di sasso, non era abituato a certe reazioni. La troupe invece, compreso il regista Mario Mattoli di solito molto serioso, scoppiò a ridere".

Un altro bacio da brividi fu con Mastroianni...

"In Casanova 70 avevo una parte piccola ma molto bella. Interpretavo una circense di cui lui si invaghiva. Entrava nella gabbia dei leoni e la baciava lì. Purtroppo il mio circo in quel periodo era lontano, così domandai a un collega la disponibilità per girare la scena. Lui acconsentì, ma mi avvertì che i leoni erano molto aggressivi. Io lo sapevo, ma a quelli del film non dissi niente. Al momento di girare la scena del bacio sudavo freddo, davo le spalle ai leoni e non potevo controllare le loro mosse. Siccome conosco gli animali, so che possono avere reazioni imprevedibili. Quando Mastroianni entrò nella gabbia, pensavo che avrebbe avuto un certo timore. Invece rimase tranquillissimo, impavido. La girammo due volte. O era coraggiosissimo o incosciente".

Grazie al Festival del Circo di Montecarlo, lei entrò in confidenza con la famiglia Grimaldi...

"Della seconda edizione non erano rimasti contenti, così ci chiesero di allestire la terza. Ebbi modo di conoscere bene Grace Kelly, tanto che al funerale in forma ristretta gli unici due invitati fummo io e Fanfani. Una sera, durante una cena, mi accorsi che la principessa era molto incuriosita da un mio anello, non prezioso ma molto particolare. Me lo sfilai e glielo diedi. Ma mi accorsi che, dal fondo del tavolo, un’addetta alle cerimonie mi faceva strani segni e facce buffe. Al termine della cena mi avvicinò e con aria di rimprovero mi spiegò che per fare dei doni ai reali bisogna seguire un protocollo preciso. Le risposi che a me bastava aver fatto felice la mia principessa".

Nel libro parla molto degli animali del circo. Ma lei certamente sa che c’è una forte corrente di opinione pubblica che vorrebbe proibirne l’uso...

"Gli animali del circo sono nati nel circo. Se lasciati liberi, come vorrebbero certi animalisti, morirebbero senz’altro, come è già capitato. Gli animali del circo sono trattati bene, come i figli dei circensi, e spesso anche meglio. Perché gli animalisti, che si indignano tanto, quando è scoppiata la pandemia non sono venuti a dar da mangiare alle bestie? Un felino consuma 7-8 chili di carne al giorno... Sa chi li ha nutriti? Il nostro pubblico, gente comunque che è venuta a portarci del cibo per loro. Il circo senza animali non ha senso, sarebbe come andare ad ascoltare l’opera senza musica".