Il Cenacolo di Leonardo da Vinci, databile al 1494-1498
Il Cenacolo di Leonardo da Vinci, databile al 1494-1498

Milano, 3 aprile 2021 -  Cosa mangiò Gesù nell’ultima cena lo dicono le fonti storiche: erbe amare, pane azzimo, una salsa chiamata charoset, agnello arrostito e vino, ossia le pietanze che gli ebrei mangiano, ancora oggi, nella cena rituale di Pésach, la loro Pasqua.  Analizzando il capolavoro di Leonardo da Vinci, si scopre invece  che, nella rivisitazione del Genio toscano, Gesù e i 12 discepoli non pasteggiano con il cibo della tradizione ebraica, ma piuttosto quello del tempo di Leonardo stesso: melagrane, pane, anche una saliera e anguilla arrosto con fettine di arancia. Anche gli apostoli hanno davanti al loro piatto, in questa cena pasquale, ciascuno un bicchiere mezzo pieno di vino. Il pennello del Genio di Vinci ha “posato“ sulla fratina anche una semplice ampolliera che contiene acqua trasparente, lasciando una macchia bianca accanto a Giuda: probabilmente sale che, secondo la leggenda, lui versò durante l’ultima Cena (leggenda che spiega perché questo sia considerato un gesto di malaugurio). Dettagli che è possibile scoprire accettando l’invito (virtuale e gratuito) che fa la mostra A cena con Leonardo organizzata  online per i giorni di Pasqua dal Cenacolo vinciano (https://cenacolovinciano.org/). Grazie alla collaborazione fra la direzione regionale Musei Lombardia e Haltadefinizione si possono infatti ammirare tutti i dettagli dell’Ultima cena di Leonardo da Vinci, anche quelli che non sono visibili  a occhio nudo. 


Anche quest’anno,  con il Refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, che custodisce l’opera universalmente nota di Leonardo,  chiuso agli occhi terreni, viene offerta la possibilità di ammirare il capolavoro virtualmente. In occasione della Pasqua, Haltadefinizione, tech company di Franco Cosimo Panini Editore, e la Direzione regionale Musei Lombardia hanno creato una visita a tema che accompagnerà alla scoperta di dettagli della tavola imbandita quasi invisibili a una visione normale e alle curiosità che nascondono.  La Pasqua ebraica, il Pesach, contempla una cena rituale che ricorda quella consumata dagli Ebrei prima della fuga dall’Egitto. È quella cena che celebra Gesù con gli apostoli. Se il menù tradizionale di Pesach comprende erbe amare, pane azzimo, charoset, agnello arrostito, vino, le pietanze che compaiono sulla tavola dipinta da Leonardo sono molto diverse, rispecchiano le abitudini alimentari della sua epoca. Ora è possibile vederle da vicino per apprezzare la magistrale orchestrazione di luci e riflessi inventata da Leonardo.
«Il digitale - spiega Emanuela Daffra, direttore regionale del polo museale della Lombardia - non potrà mai sostituire l’emozione profonda che dà il trovarsi a tu per tu con l’opera, lo scoprirne le dimensioni, il coinvolgimento spaziale... ma questa tecnologia ci permette una esperienza impossibile: vedere da vicino, ben oltre i limiti dettati dalle necessità di conservazione del dipinto, a ingrandimenti impensabili per l’occhio umano che ci fanno scoprire segreti di tecnica esecutiva o dettagli che di solito passano inavvertiti. Insomma, un vero arricchimento dell’esperienza».