La copertina di CineMah! - Il buio in sala, di Leo Ortolani
La copertina di CineMah! - Il buio in sala, di Leo Ortolani

Roma, 26 giugno 2016 - Avete presente la sindrome di Peter Pan, di chi non vorrebbe crescere mai? I quarantenni di oggi la vivono (anche) al cinema. Cercando un po' di sollievo dalle responsabilità - figli, mutuo, lavoro - nei blockbuster di supereroi e di fantascienza. Ma, all'uscita, finiscono quasi sempre delusi: un po' perché i gusti cambiano, un po' perché ormai, di pellicole così, ne abbiamo già viste troppe, e troppo uguali tra loro. A scherzare su questa diabolica spirale generazionale è Leo Ortolani, geologo mancato (per scelta), disegnatore di professione, papà di Rat-Man, uno dei personaggi italiani extra-Bonelli di maggior successo, e autore di 'CineMah! - Il buio in sala', raccolta delle sue esilaranti recensioni di film appena uscita per Bao Publishing (192 pagine, 17 euro).

Salve Ortolani. Lo sa che per preparare l’intervista mi sono appena visto Transformers 4? È talmente noioso che la sua recensione, pur riferita al capitolo 2, calza comunque a pennello….

"Eh, no, magari! In Transformers 2 non si capiva cosa succedesse alle auto, ma ne 'L'era dell'estinzione' si capisce bene e piangi, gridando "Perché??" a chi ti ha spinto a vederlo al cinema. Credo che sia la più grande perdita di tempo nella vita di uno spettatore. Più di passare tre ore a guardare cosa fa la tua ex su Facebook. O video di gattini in loop".

Ogni tanto mi chiedo: ma chi me lo fa fare di andare a vedere Pacific Rim o Fantastic Four al cinema, sapendo che, al 99%, uscirò già deluso? Eppure, visti gli incassi, vedo che non sono solo. E ci va anche lei… Cosa la spinge? Masochismo?

"I want to believe, direbbe uno che non azzecca più nemmeno i telefilm (David Duchonvy, il Fox Mulder di X-Files, ndr). E a volte la noia, rispetto al resto del panorama delle multisala. Ma soprattutto la speranza. Che stavolta sia la volta buona. Sono sempre molto ottimista. Per questo resto deluso. Ma ho imparato, con il tempo, a temprare le mie aspettative. Si inizia con le sorpresine dell'uovo di pasqua, si arriva a vedere Batman vs Superman. Un percorso durissimo, ma che alla fine sei un vero uomo".

Non sarà che la generazione dei quarantenni, nonostante i figli e le responsabilità, non è mai davvero cresciuta?

"Dai, smettiamola di contarcela. Guardatevi allo specchio quarantenni. Non è che le occhiaie e i capelli grigi poi passano. Si chiama 'tempo che passa'. E con quelli, i figli, il mutuo, il lavoro e tutto il resto, le responsabilità ti fanno crescere a schiaffoni. Così cerchi di tornare bambino, andando al cinema dei mostri e delle esplosioni grosse. E anche lì, schiaffoni. Siamo cresciuti a schiaffoni".

E cosa vede nell’ostinazione con cui vengono difesi certi film? È solo una questione di passione (di quel personaggio o saga mi deve piacere TUTTO!, pensa il fan) oppure c’è anche una certa difficoltà ad accettare che i gusti cambiano, con l’età e le situazioni?

"Ognuno difende a spada tratta quello in cui crede. Io rispetto le credenze di tutti, perché ognuno ha i suoi punti deboli. A me piace 'Prometheus', per dire. Ma so che è un disastro narrativo. E ti assicuro che anche da bambino non è che mi facessi piacere tutto. Non è che un bambino è un cretino che poi improvvisamente cresce e cambia gusti. Anche i bambini capiscono che Star Wars - Episodio I non funziona. Quindi la tesi che si cresce e i gusti cambiano è parzialmente vera. Diciamo che, da bambini, conoscendo meno il mondo del cinema, ti stupisci di più di fronte a certi film che da grande reputi ormai visti e stra-visti. Ma non vuol dire che ti piacciano.  Mia figlia Johanna, all'ennesimo combattimento del terzo Narnia, ha spento".

O è colpa degli sceneggiatori se, dopo 10 minuti dall’uscita del cinema, la maggior parte dei blockbuster sono già nel dimenticatoio (salvo poi esaltarsi per il successivo, che sarà sempre meglio…)? Cosa manca al cinema di oggi?

"Non è colpa degli sceneggiatori. Non ci sono. Le storie sono fili esili su cui inseriscono le scene "whooooaa!!!" Molti film pare che li facciano così, con buona pace della narrazione. Cosa manca al cinema di oggi? Idee nuove e scritte bene. Che poi, per carità, ci sono eccome. Ma spesso non sono nei blockbuster, dove il profitto spinge a pre-digerire tutto in maniera che vadano a vederlo anche i cani da riporto. Con buona pace per il coraggio di intraprendere strade nuove'.

Passiamo al libro: com’è nata l’idea di fare queste recensioni a fumetti?

"Per gioco. Questo fa a botte con quel che dicevo che si cresce e si matura, ma è innegabile che se si fanno certe cose è sempre e solo per divertirsi. Poi scopri che si divertono anche gli altri, allora continui".

Cosa significa quel ‘mah’ finale del titolo?

"Be', quando esci dal cinema e ti chiedono cosa ne pensi del film, non ti capita di rispondere 'Mah!?...' E quel Mah è rimasto proprio attaccato al cinema. Anzi, al CineMah".

Nel libro, lei prende a badilate film di ogni genere, da 50 sfumature di grigio (beh, questa era facile) a La moglie del soldato e Shame. Insomma, c’è un film che le è piaciuto o che magari non se l’è sentita di demolire?

"Nel libro ci sono anche film che mi sono piaciuti. Da Capitan America: Winter Soldier a Torneranno i prati di Olmi, passando per Mad Max: fury road e Die Hard 5...Poi, per carità, si trova sempre il modo di farsi due risate anche con quelli, ma in maniera diversa dalle pellicole che proprio non si possono guardare..."

Infine, Rat-Man, il suo personaggio più famoso. Si avvicina la chiusura della serie, l’aveva promesso, del resto. Non si sentirà un po’ più solo, senza di lui? O sa già quale progetto iniziare in futuro?

"Non so bene cosa farò, tra i millemila progetti che mi frullano per la testa. Ma so già che andrò in vacanza. Mica a lungo, eh? Due o tre giorni. Li sogno da vent'anni. E in quei due o tre giorni andrò al cinema".