Lelio Luttazzi, un secolo in musica

"Un ritorno a casa": Rossana Luttazzi, infaticabile custode della memoria del marito Lelio, non nasconde l’emozione e anche la soddisfazione per il documentario Souvenir d’Italie di Giorgio Verdelli, alla Festa di Roma, coprodotto da Rai Documentari con Mad Entertainment (e la collaborazione delle Teche Rai). Proprio quella Rai che ad un certo punto della carriera non esitò ad ostracizzarlo per "l’orrore giudiziario", come lo chiama il giudice Santino Mirabella, nel quale fu coinvolto nel 1970, arrestato con Walter Chiari con l’accusa di uso e spaccio di stupefacenti e dopo 27 giorni di carcere a Regina Coeli rilasciato e prosciolto completamente. "Fu una stramaledetta vicenda – la vedova – e un’ingiustizia che lo segnò per sempre e forse con questo film riusciamo a capirla e chiarirla per sempre, è una vita che Lelio prima e io ora facciamo causa, basta che arrestino qualcuno di noto per stupefacenti e c’è sempre chi cita Luttazzi, ma è totalmente sbagliato".

Il film di Giorgio Verdelli è una sorta di pre apertura del centenario della nascita del grande musicista e intrattenitore triestino, morto nel 2010: i più in età lo ricordano come protagonista della stagione degli show della Rai degli anni ‘60, i vari Studio Uno e Doppia Coppia, come autore di canzoni (come Zebra a pois) al ritmo di swing, colonne sonore, mentre i boomers hanno nel cuore la mitica Hit Parade. "E i giovani – aggiunge Verdelli – lo conoscono per la terza fase della vita di Lelio, quando fu ri-adottato da Fazio e da Fiorello e ora ricordato in musica negli spettacoli di Drusilla Foer".