13 mag 2022

“Le vie dell’Amicizia“: Muti a Lourdes e Loreto "Con Mozart nei santuari dell’umanità ferita"

Il maestro: "La musica, capace di superare le diversità, ambasciatrice di pace e solidarietà"

stefano marchetti
Magazine
Riccardo Muti, 80 anni
Riccardo Muti, 80 anni
Riccardo Muti, 80 anni

di Stefano Marchetti

Amicizia è un abbraccio, è solidarietà. Amicizia è anche affidare alla musica una preghiera accorata per questi tempi angosciosi. Ecco perché "Le Vie dell’Amicizia" di Ravenna Festival, che dal 1997 toccano luoghi simbolo della storia, quest’anno faranno tappa in due dei più famosi santuari mariani d’Europa: lunedì 11 luglio Riccardo Muti dirigerà la sua Orchestra giovanile Luigi Cherubini e un coro composto da artisti italiani e ucraini sull’esplanade del Santuario di Lourdes in Francia, e replicherà giovedì 14 nella piazza del Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto. "Nei santuari da secoli accorre un’umanità ferita in cerca di conforto – spiega il Maestro –. Mentre divampa un nuovo, lacerante conflitto, è la musica, capace di superare tutte le diversità, a farsi ambasciatrice del nostro messaggio di pace e solidarietà". Una dedica alta e solenne accompagna i concerti, l’invocazione alla Madre, immagine di tutte le madri, anche rileggendo i versi di Pasolini a cui si ispira la 33ª edizione di Ravenna Festival al via il 1° giugno: "Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore". Il pensiero va a Mariupol in Ucraina, la martoriata città di Maria, e si estende alle vittime di tutte le guerre. Come un ricamo prezioso, il tema sacro attraversa il programma pensato da Muti, con il Magnificat di Vivaldi, l’Ave Verum Corpus di Mozart (cantato da cento bambini) in cui – aggiunge il Maestro – "risuona il dolore del mondo ma anche tutta la speranza di cui l’Uomo è capace", lo Stabat Mater e il Te Deum di Verdi, brani in basco e in occitano, un salmo della liturgia ortodossa e il Concerto K412 di Mozart con l’eccezionale Felix Klieser, il musicista tedesco che, senza braccia e mani, suona il corno con i piedi. E un meraviglioso abbraccio unirà gli artisti dei Cori Cherubini e Costanzo Porta ai colleghi del Coro dell’Opera Nazionale d’Ucraina, accolti a Ravenna grazie all’impegno di Cristina Mazzavillani Muti, anima del festival.

Sono trascorsi 25 anni da quando a Sarajevo si aprirono le Vie dell’Amicizia: "Fu il primo dei ponti di fratellanza che abbiamo costruito", sottolinea Muti. Da allora il grande progetto è arrivato ovunque ci fosse bisogno della carezza della musica, dalla New York di Ground Zero alla Mirandola terremotata. Quattro anni fa anche a Kiev. E in Ucraina idealmente tornerà a volare la preghiera di due serate speciali.

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