Lo sdegno morale è una qualità apprezzata da chi cerca una relazione
Lo sdegno morale è una qualità apprezzata da chi cerca una relazione

Ah, il caro vecchio sacro furore, l'indignazione contro le ingiustizie e i soprusi: uno dei tratti più nobili dell'essere umano. Ma non se si riduce alla semplice polemica gratuita, ovviamente. In un'epoca in cui troppo stesso le cose che non vanno vengono lasciate passare come se nulla fosse, o in cui ci accontentiamo di riversare le nostre frustrazioni sui social come se ciò potesse fare la differenza nel mondo reale (sorpresa: non lo fa), la capacità di provare il giusto sdegno morale è una qualità più preziosa e attuale che mai. Ed è anche sexy: uno studio sostiene che è percepita come un comportamento attraente, specialmente dalle persone che sono in cerca di una relazione a lungo termine.
 

L'indignazione morale è attraente...

I ricercatori dell'Università dell'Arkansas hanno coinvolto 870 persone di ambo i sessi in una serie di studi per investigare appunto "come le manifestazioni di indignazione siano percepite nel contesto specifico dell'accoppiamento". Messi di fronte a una serie di finti profili tipo Tinder, i soggetti dovevano valutare quanto li trovassero attraenti. I profili che presentavano segnali di indignazione morale sono risultati più desiderabili come potenziali partner per una relazione a lungo termine. Con un distinguo: se nei profili la "rabbia" appariva fine a se stessa, ossia se non era accompagnata da un impegno concreto (una qualche forma di lotta o attivismo), l'effetto seducente non scattava, probabilmente perché da sola potrebbe essere invece interpretata come sintomo di tratti caratteriali negativi e poco graditi.
 

… ed è ancora più attraente per le donne

La preferenza è emersa sia negli uomini che nelle donne, le quali tuttavia si dimostravano più colpite in senso positivo. I ricercatori ipotizzano che l'indignazione morale possa essere percepita come espressione di affidabilità e benevolenza, caratteristiche che assumono un valore maggiore per le donne: "Incorrono in un costo riproduttivo sensibilmente maggiore (gestazione di nove mesi, allattamento, eccetera) rispetto agli uomini (che forniscono una volta lo sperma)", spiegano i ricercatori, "e ciò richiede l'adozione di criteri rigorosi per la selezione del partner, in modo da compensare questi costi".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Emotion.