Kirsten Dunst, icona bionda 39enne
Kirsten Dunst, icona bionda 39enne
Sbarca al Lido con la pelle bianchissima, luminosa. Occhiali da sole, capelli platinum blonde, e una giacca con gonna longuette dalle fantasie geometriche. Kirsten Dunst è la prima diva bionda della Mostra quest’anno. È arrivata in Laguna per presentare The Power of the Dog, film in concorso per il Leone d’oro, in cui recita al fianco del marito Jesse Plemons. Kirsten Dunst, 39 anni, rivelata da Spider Man...

Sbarca al Lido con la pelle bianchissima, luminosa. Occhiali da sole, capelli platinum blonde, e una giacca con gonna longuette dalle fantasie geometriche. Kirsten Dunst è la prima diva bionda della Mostra quest’anno. È arrivata in Laguna per presentare The Power of the Dog, film in concorso per il Leone d’oro, in cui recita al fianco del marito Jesse Plemons.

Kirsten Dunst, 39 anni, rivelata da Spider Man di Sam Raimi, e poi affermatasi definitivamente col cinema di Sofia Coppola, nel prezioso, inquietante affresco adolescenziale Il giardino delle vergini suicide e in Marie Antoinette, è stata anche parte del cinema apocalittico e folle di Lars von Trier in Melancholia. Una carriera, la sua, durata tutta una vita: aveva iniziato a tre anni con gli spot televisivi. Come protagonista di The Power of the Dog, è arrivata all’ultimo tuffo: sostituendo Elisabeth Moss, che aveva impegni incrociati e incompatibili. Buon per lei: The Power of the Dog sembra già annunciarsi come una delle punte di diamante della stagione Netflix 2021.

Dirige Jane Campion, prima regista donna della storia ad aver vinto una Palma d’oro con Lezioni di piano – mentre a Venezia, la Campion fu presidente di giuria nel 1997, e assegnò il Gran premio della regia a Paolo Virzì con il suo Ovosodo.

The Power of the Dog racconta una vicenda western: la originaria ambientazione nel Montana è stata spostata dalla regista in Nuova Zelanda. Due fratelli, un ranch. Kirsten Dunst in mezzo a loro: storie di passioni, di sentimenti nascosti, di violenze. Il film nasce da un romanzo, scritto nel 1967 da Thomas Savage. "Questa storia è rimasta con me a lungo, e non la ho mai lasciata andare – dice la Campion – È un film dai temi profondamente maschili, un racconto grandioso che mi ha conquistata. Pensavo fosse impossibile arrivare a farne un film, mi sentivo una pazza. Poi a poco a poco ho avuto la sensazione che l’autore mi poggiasse un braccio sulla spalla, dicendomi: ‘Una pazza che ama questa storia? Sì, è perfetta’. Ho percepito la forza di ogni singolo protagonista".

G. Bog.