24 mar 2022

L’arte ecologista di Faccincani "La Natura è il nostro orizzonte"

Il “maestro del colore“ espone le sue opere a Roma nella sede di Fare Ambiente

letizia cini
Magazine
Il ’Maestro del colore’ Athos Faccincani è nato a Peschiera del Garda nel 1951
Il ’Maestro del colore’ Athos Faccincani è nato a Peschiera del Garda nel 1951
Il ’Maestro del colore’ Athos Faccincani è nato a Peschiera del Garda nel 1951

di Letizia Cini

Torna a Roma il ’Maestro del colore’. "Un’emozione, dopo l’indimenticabile mostra allestita nelle sale del Complesso del Vittoriano nel 2006", ricorda Athos Faccincani. "Al piano di sopra i capolavori di un gigante come Manet e sotto le mie", sorride il pluripremiato pittore di Peschiera del Garda, già Cavaliere della Repubblica, capace di stregare con suoi colori le star hollywoodiane, manifestando tutto il suo entusiasmo per la nuova avventura nella Capitale. Dopo aver esposto nelle maggiori gallerie italiane e internazionali, la sua arte alzerà il sipario (anche) sull’ambiente, come denota la location dell’evento: il Teatro del Pepe, sede del Movimento europeo “Fare Ambiente“, in via Valadier 36a: è qui infatti che la rassegna resterà aperta, fino al 24 aprile, a ingresso libero.

Maestro Faccincani, sabato alle 18 incontrerà il pubblico al vernissage della sua personale: cosa proporrà a Roma?

"Trenta oli su tela, opere più recenti, tre delle quali dedicate proprio alla ’Città eterna’, altre della mia collezione, realizzate anche durante questi due anni, a dir poco difficili".

Il lockdown, la guerra: quanto hanno influito episodi epocali come questi sulla sua arte?

"Moltissimo. Ero rientrato da Salerno il 14 marzo del 2020, pieno di progetti e appuntamenti, e sono rimasto rinchiuso, come tutti, per un lungo periodo".

Ha continuato a lavorare?

"Moltissimo, ho fatto lunghe camminate (là dove mi era consentito) e dipinto opere, naturalmente piene di colore".

Un messaggio di speranza?

"Esattamente. Il mio obiettivo è indurre lo spettatore a sognare, catapultarlo in una dimensione capace di restituirgli, a tutto tondo, un’armonia perduta o mai percepita".

I suoi dipinti sembrano un invito a cogliere la bellezza del quotidiano, sviando l’attenzione dai profondi drammi umani che ci circondano...

"Dobbiamo soffermarci almeno dieci, venti minuti al giorno per ammirare un fiore, un tramonto, la Natura e ringraziare l’Universo per quanto ci è stato dato".

Come nasce la scelta del Teatro del Pepe?

"Quella con Vincenzo Pepe, presidente di ’Fare Ambiente’ che sarà presente all’inaugurazione, è un’amicizia sfociata in una collaborazione di vecchia data. La mia pittura, descrivendo l’amore assoluto nutro per la Natura, si coniuga alla perfezione con la mission del movimento, impegnato nella tutela dell’ecosistema per una migliore qualità della vita: valori che appartengono all’umanità intera".

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