di Piero Degli Antoni Benvenuti a Hogwarts, anzi no, volevo dire Raidue. Stasera va in onda la seconda puntata di Voglio essere un mago!, reality di nuova generazione che, invece di allevare cuochi, cantanti o ballerini, si propone di sfornare prestidigitatori. Il “magister“ è Raul Cremona, mentre a sovrintendere il tutto è stato chiamato Silvan, il mago dei maghi. Silvan, che differenza ha trovato tra gli aspiranti “maghetti“ di oggi e il piccolo Silvan alla loro stessa età? "Hanno lo stesso desiderio che coltivavo quando ancora portavo i calzoncini corti… sono il rettore di questa meravigliosa scuola di magia. Ho accettato di partecipare perché, di fronte a un panorama colmo di programmi televisivi diversamente orientati, finalmente si parla di magia e di giovani...

di Piero

Degli Antoni

Benvenuti a Hogwarts, anzi no, volevo dire Raidue. Stasera va in onda la seconda puntata di Voglio essere un mago!, reality di nuova generazione che, invece di allevare cuochi, cantanti o ballerini, si propone di sfornare prestidigitatori. Il “magister“ è Raul Cremona, mentre a sovrintendere il tutto è stato chiamato Silvan, il mago dei maghi.

Silvan, che differenza ha trovato tra gli aspiranti “maghetti“ di oggi e il piccolo Silvan alla loro stessa età?

"Hanno lo stesso desiderio che coltivavo quando ancora portavo i calzoncini corti… sono il rettore di questa meravigliosa scuola di magia. Ho accettato di partecipare perché, di fronte a un panorama colmo di programmi televisivi diversamente orientati, finalmente si parla di magia e di giovani apprendisti maghi. In questo magico castello sono sempre presente, visibilmente o invisibilmente: vedo, ascolto, mi esibisco per qualche minuto e commento in tutte le cinque puntate le azioni prestidigitatorie dei maghetti impartite da ottimi maestri".

Oggi, a disposizione degli apprendisti maghi, ci sono libri, riviste, cellulari, tutorial, video su youtube e una infinita possibilità di apprendere la magia che prima non esisteva. Il web ha cambiato il mondo della magia? È la morte dell’illusionismo?

"Dagli anni Settanta in poi sono diventati più di tremila gli appassionati di quest’arte in Italia. Ai miei esordi eravamo solo una trentina e la magia si studiava negli appositi testi o insegnata e tramandata da maestro ad allievo. Ma decisamente no, l’illusionismo non morirà mai! È come leggere un libro giallo… scoperto l’assassino si troverà ugualmente interessante leggerne un altro, frutto di un capace scrittore con una trama diversa! Oggi assistere allo spettacolo teatrale di un buon illusionista e vedere altri sul web sono due cose completamente diverse".

Il fascino della magia è fuori dal tempo?

"La magia sopravviverà sempre… è una piantina che cresce dentro ogni persona entusiasta che ama quest’arte. Se sulla terra rimarranno solo due uomini, uno sorprenderà l’altro! È un hobby piacevole, un sano divertimento non solo per ragazzi. A livello amatoriale la prestidigitazione è stata praticata da Capi di Stato, scienziati, storici, filosofi, principi e premi Nobel. Nel mio ultimo libro La nuova arte magica racconto l’evoluzione di questi favolosi maghi, da 3000 anni avanti Cristo fino ai nostri giorni".

Che rapporto ha con Raul Cremona che rappresenta una commistione tra “magia“ e comicità? Un tale connubio può funzionare?

"Lo conosco da molti anni e ha sempre funzionato. In questo reality ha dimostrato di essere anche un ottimo attore, come eccellenti sono gli insegnanti che impartiscono le lezioni".

So che è difficile scegliere, ma può dire quale è l’illusione che le ha dato maggiori soddisfazioni?

"Delle 150 grandi illusioni e un arsenale di centinaia di esperienze magiche presentate in teatro e in televisione, la mia preferita è la manipolazione, la quintessenza dell’arte prestidigitatoria che richiede un allenamento costante alla pari di un atleta o concertista. Far apparire e scomparire 140 carte con una mano è il frutto di una destrezza in parte innata e molte volte non accessibile per la conformazione delle mani, rivolta anche alle palle da biliardo, sigarette, monete, ditali e altri infiniti oggetti più piccoli della mano".

In un’intervista si è ironicamente definito un “manico di scopa ingessato“... perché?

"Una definizione simpaticamente ironica per sottolineare che non ho mai cambiato il mio modo di essere. Questo portamento è parte della mia persona. anche fuori scena. Pur rispettando chi ne fa uso, non mi sono mai abbigliato indossando jeans, paillettes, costumi in pelle nera con borchie e t-shirt colorate. Intendiamoci, vanno benissimo per chi ama questo look definito moderno, viva i giovani! Però la sorprenderà, ma io – anche nella vita di tutti i giorni – non ho mai indossato jeans".