Beatrice Bertuccioli Che estate quell’estate a scorrazzare con la mia Panda rossa da Torino a Bolzano, da San Sicario all’Alpe di Siusi, come delle Thelma e Louise senza pensieri, allegre e spavalde, un buonumore che nessun contrattempo poteva scalfire. Una vacanza ricca di piccole, grandi avventure, risate, incontri. C’eravamo conosciute qualche mese prima quando ero andata a intervistarla nella sua casa di via del...

Beatrice

Bertuccioli

Che estate quell’estate a scorrazzare con la mia Panda rossa da Torino a Bolzano, da San Sicario all’Alpe di Siusi, come delle Thelma e Louise senza pensieri, allegre e spavalde, un buonumore che nessun contrattempo poteva scalfire. Una vacanza ricca di piccole, grandi avventure, risate, incontri. C’eravamo conosciute qualche mese prima quando ero andata a intervistarla nella sua casa di via del Governo Vecchio e subito era scattata quella scintilla che ti fa capire che non finirà lì. E non finì con quell’articolo sull’Europeo, “Santa Piera degli scandali“, un titolo che alludeva a Jean Genet (“Santo Genet commediante e martire“), all’ infanzia scandalosa passata a correre dietro alla mamma e alle sue furie amorose. L’avevo vista la prima volta in “Molly cara“, e con quel suo monologo tratto dall’Ulisse di Joyce mi aveva stregata. Forse anche un po’ scossa per il suo modo di recitare, il testo trasformato in una sorta di partitura musicale, un crescendo da togliere il fiato: "… e Gibilterra da ragazza dov’ero un fior di montagna sì, quando mi misi la rosa nei capelli… io sì dissi sì voglio sì perché…". Che potenza Piera in scena, che dominatrice, in “Molly“ come in “Stabat mater“ di Antonio Tarantino, e poi rivelando con Campanile tempi comici perfetti, in “Un’indimenticabile serata“. Anche al cinema ha messo in mostra il suo valore, vincendo anche due David di Donatello, ma chi non ha visto Piera in teatro, non può sapere che gigante della scena fosse. Piera mi raccontava i suoi progetti, le proposte che riceveva, mi leggeva le parti che avrebbe interpretato o che stava decidendo se accettare oppure no, sicura che non avrei mai rivelato nulla, custodi gelose delle confidenze l’una dell’altra. Piera è stata un’amica dolce e affettuosa, una fanciulla tenera con una tempra da guerriera. Una persona speciale che ha saputo farsi apprezzare e amare per il suo talento e per la sua umanità.

Per darle un ultimo saluto sarà aperta una camera ardente nella Sala della Protomoteca in Campidoglio oggi dalle 18 alle 22 e domani dalle 8 alle 11; a seguire commemorazione e funzione laica.