di Giuseppe Tassi

La transizione verso l’elettrico a volte è una rincorsa affannosa, un adeguamento forzato alle normative che impongono il taglio delle emissioni. Ma c’è chi, come il gruppo Daimler, e Mercedes in particolare, ha definito un piano strategico per la progressiva elettrificazione delle sue vetture.

Nella miriade di sigle e modelli è difficile perfino orientarsi e scegliere quello più adeguato alle proprie esigenze. E allora ecco una piccola mappa per capire meglio come si muove il colosso di Stoccarda in questa rivoluzione epocale.

L’elettrificazione procede su tre livelli, che condividono la sigla EQ, acronimo di Electric Intelligence.

Si parte da EQ Boost, vale a dire dalle vetture mild-hydrid: quelle che affiancano al tradizionale motore termico un generatore elettrico da 48 volt e non hanno bisogno di ricarica. I modelli che propongono questo tipo di offerta partono dalla Classe C e arrivano fino alla S.

La seconda sigla è EQ Power e comprende la gamma plug-in, cioè con alimentazione alla spina abbinata sia a motori benzina che diesel. Questo tipo di ibrido si applica sia alle vetture compatte che ai Suv della Stella, con percorrenze che arrivano fino a 100 km in solo elettrico.

La terza siglia, EQ, identifica le elettriche pure. Una famiglia destinata a crescere in modo esponenziale dal 2025 con la piattaforma dedicata MMA. Dopo il debutto con il grande Suv EQC, Mercedes ha appena presentato EQA, Suv elettrico equivalente alla GLA, il modello più richiesto del marchio. Con questa vettura d’ingresso, che costerà intorno ai 40 mila euro grazie agli incentivi, la svolta verde del marchio premium prenderà un cammino più deciso.