Cinquantacinque ore con una gamba fratturata, senza poter fare niente. È la tremenda avventura occorsa ad Ashley Judd, l’attrice de Il collezionista, Colpevole d’innocenza, Heat – La sfida", ex fidanzata di Matthew McConaughey e di Robert De Niro. La Judd, che è stata anche una delle prime a uscire allo scoperto contro Harvey Weinstein, accusandolo...

Cinquantacinque ore con una gamba fratturata, senza poter fare niente. È la tremenda avventura occorsa ad Ashley Judd, l’attrice de Il collezionista, Colpevole d’innocenza, Heat – La sfida", ex fidanzata di Matthew McConaughey e di Robert De Niro. La Judd, che è stata anche una delle prime a uscire allo scoperto contro Harvey Weinstein, accusandolo di molestie sessuali e del tentativo di mettere fine alla sua carriera, ha rischiato di perdere una gamba per un incidente occorsole nella giungla.

L’attrice si trovava in Congo – come già altre volte in passato – per lo studio dei bonobo, una specie di scimmie a rischio di estinzione, quando è stata vittima di una caduta rovinosa. Sbattendo su un albero caduto, si è fratturata la tibia, lì in mezzo alla foresta. E racconta di aver trascorso "55 ore incredibilmente strazianti". Le prime 5 è rimasta per terra, con la gamba fratturata in 4 punti. Poi è stata trasportata a braccia, successivamente in moto, con un viaggio durato sei ore: "ho dovuto fisicamente tenere insieme i pezzi della gamba, per sei ore", ha detto. E finalmente in aereo dalla remota località della giungla fino al Sudafrica. Nel corso di questo drammatico viaggio, dice di avere morso un bastoncino fra i denti, "ululando come un animale selvaggio" e pregando per la disperazione.

In tutto questo, la Judd ricorda di essere una privilegiata, pure in questa situazione estrema. "La differenza tra me e una persona congolese è l’assicurazione contro le catastrofi che mi ha permesso, 55 ore dopo l’incidente, di raggiungere un tavolo operatorio in Sudafrica". Se fosse stata una comune cittadina congolese, dice, avrebbe perso la gamba e forse la vita: la località in cui si trovava, come molti villaggi del Congo, non è dotata di elettricità.

G. Bogani