di Barbara Berti "Quante donne ho sedotto con la voce? Una, nel massimo splendore della mia carriera mi sono sposato con Alessia (Navarro, ndr) e così seduco solo in casa". Parola di Pino Insegno (nella foto in alto), attore e doppiatore dall’affascinante timbrica vocale che da dopo domani prossimo, in seconda serata su Raidue, sarà al timone del nuovo programma Voice Anatomy, il format originale incentrato sulla voce, in tutte le sue declinazioni. Voice Anatomy...

di Barbara Berti

"Quante donne ho sedotto con la voce? Una, nel massimo splendore della mia carriera mi sono sposato con Alessia (Navarro, ndr) e così seduco solo in casa".

Parola di Pino Insegno (nella foto in alto), attore e doppiatore dall’affascinante timbrica vocale che da dopo domani prossimo, in seconda serata su Raidue, sarà al timone del nuovo programma Voice Anatomy, il format originale incentrato sulla voce, in tutte le sue declinazioni.

Voice Anatomy sembra un po’ la parodia di un medical-drama americano…

"No, è un programma serio dove non mancheranno momenti comici, ovviamente".

Ci spiega meglio?

"Faremo un viaggio alla scoperta del mondo della voce, delle sue potenzialità, delle sue infinite sfaccettature. Perché la voce è un elemento fondamentale che bisognerebbe imparare a usare bene per migliorarci in molte azioni del nostro quotidiano, come l’amore, la seduzione, il lavoro e le emozioni".

Un mix tra divulgazione, intrattenimento e comicità?

"Sì, perché con me in studio ci saranno tanti amici che amano divertirsi, oltre che giocare e lavorare con la voce. Tra i tanti il soundteller Albert Hera, uno dei più grandi vocologi al mondo che difficilmente va in tv. Faremo dei tutorial con Franco Fussi, foniatra e otorinolaringoiatra che è il coach di tanti artisti. Ma anche dei corsi di dizione, daremo consigli e suggerimenti per superare un problema legato alla voce. Gli ospiti della prima puntata saranno Andrea Bocelli, Luca Ward e Francesco Pannofino".

Con la voce ci lavora da oltre quarant’anni. Si ricorda gli esordi?

"Ho iniziato a fare doppiaggio nel 1979, con i film a luci rosse. C’erano quelli, uscivano al cinema, dovevi godere nove ore al giorno senza motivo alcuno, ma pagavano anche bene!".

Ha doppiato i più grandi divi di Hollywood, a chi è più legato?

"Sono affezionato un po’ a tutti, a forza di doppiarli li sento come fratelli".

Un nome?

"Viggo Mortensen. Da Il Signore degli Anelli a Green Book ho cercato di doppiarlo adattandomi al personaggio. Ci siamo conosciuti e mi ha fatto i complimenti. Parla sette lingue, ma non l’italiano. E gli ho detto: ‘Non impararlo mai, altrimenti resto senza lavoro (ride, ndr)".

E l’attore che non ha mai doppiato ma a cui vorrebbe prestare la voce?

"Più che un attore, mi sarebbe piaciuto doppiare P.S. I Love You perché è una bellissima storia d’amore".