di Giuseppe

Tassi

Ci sono i predicatori dell’elettrico subito ed a ogni costo ma anche i manager che fanno i conti con la realtà: costi elevati della rivoluzione verde, strutture di ricarica insufficienti, tipologie di clienti che hanno bisogno di percorrere chilometraggi di lungo raggio. In questi anni di transizione (la soglia critica indicata dalla Ue è quella del 2035) sarà premiato chi saprà meglio adattarsi alle richieste dei consumatori. Fra i tanti gruppi dell’automotive mi sembrano molto coerenti le politiche di Ford: scelte premiate da modelli di successo, che incontrano il gusto del grande pubblico in Italia ed in Europa. Mi riferisco in particolare a Puma e Kuga, due gioielli di famiglia. Puma è una berlina di successo con design sinuoso e accattivante e una versione mild-hybrid (il piccolo motore elettrico che fa da supporto al termico) che cattura consensi per la sua praticità. Non serve la ricarica perchè il motore elettrico si alimenta con le frenate rigenerative e i buoni equilibri del sistema. Ancor più clamoroso il successo di Kuga, un Suv di medie dimensioni che è diventato anche l’auto plug in più venduta d’Europa. Nel passaggio verso l’elettrico, la modalità della ricarica alla spina affiancata al classico motore termico risulta vincente. Per i vantaggi economici (più chilometri percorsi con meno carburante) e per la praticità della scelta. Se non trovi stazioni di ricarica non rimani comunque a piedi perché hai l’ancora del motore tradizionale. Ma su Kuga Ford ha fatto una seconda scommessa vincente. Produrla in più versioni: plug-in, full hybrid e mild hybrid, perchè ogni cliente possa scegliere la sua strada verso il futuro.