“Patroclo“, opera del 1780 del pittore francese Jacques-Louis David (1748-1825): è custodita al Musée Thomas-Henry di Cherbourg
“Patroclo“, opera del 1780 del pittore francese Jacques-Louis David (1748-1825): è custodita al Musée Thomas-Henry di Cherbourg
di Chiara Di Clemente "Gemette allora – scrive Omero – e batté le sue cosce col palmo delle mani, e piangendo esclamò: grossa battaglia è nata: io intanto corro da Achille per spingerlo a combattere, chissà se con l’aiuto di un dio commovesi il suo cuore". Piange Patroclo durante la battaglia in cui ha finto di essere il supereroe Achille per spaventare i Troiani. Piange quando arriva nella tenda dell’amico "versando lacrime calde, come una polla acqua bruna che versa l’acqua scura da una roccia scoscesa". L’acqua scura è l’ira. L’ira, col pianto, la prova non solo l’ (ovviamente iracondo funesto) invincibile e quasi sovrumano Achille ma anche il gentile Patroclo che – come spiega Matteo Nucci nel suo Le lacrime degli eroi –nell’Iliade è diverso da tutti: "Ha una sensibilità che viene esplicitamente commentata più di una volta, anche lo stile del poema cambia quando Omero scrive di lui,...

di Chiara

Di Clemente

"Gemette allora – scrive Omero – e batté le sue cosce col palmo delle mani, e piangendo esclamò: grossa battaglia è nata: io intanto corro da Achille per spingerlo a combattere, chissà se con l’aiuto di un dio commovesi il suo cuore". Piange Patroclo durante la battaglia in cui ha finto di essere il supereroe Achille per spaventare i Troiani. Piange quando arriva nella tenda dell’amico "versando lacrime calde, come una polla acqua bruna che versa l’acqua scura da una roccia scoscesa". L’acqua scura è l’ira. L’ira, col pianto, la prova non solo l’ (ovviamente iracondo funesto) invincibile e quasi sovrumano Achille ma anche il gentile Patroclo che – come spiega Matteo Nucci nel suo Le lacrime degli eroi –nell’Iliade è diverso da tutti: "Ha una sensibilità che viene esplicitamente commentata più di una volta, anche lo stile del poema cambia quando Omero scrive di lui, per tracciare la natura di un uomo che sembra più moderno o forse semplicemente lontano dagli atteggiamenti tipici degli altri eroi".

La modernità di Patroclo: la sua sensibilità, contrapposta alla forza del Pelide, ha ritrovato vita e popolarità in questi ultimi mesi. O almeno, è quello che viene da pensare dinnanzi al successo – estemporaneo, quasi inspiegabile – che sta ottenendo il libro di Madeline Miller La canzone di Achille. Nato negli Usa in estate dal passaparola tra ragazzi via Tik Tok, il successo letterario è esploso adesso pure da noi, consolidato dall’ascesa nelle classifiche dei libri più venduti in Italia (nei soli ultimi sette giorni è passato dal sesto posto al terzo). La canzone di Achille della Miller ha in realtà tante storie da raccontare. A partire appunto da quella del suo trionfo “tardivo“: la prima edizione originale del libro è del 2011, la prima italiana del 2013. Dieci anni dopo l’uscita, a lanciarlo negli Usa è stato il video di un’adolescente, @moongirlreads_, booktoker da 155mila follower che l’8 agosto 2021 ha inserito The song of Achilles in una lista di "libri che vi faranno piangere". Il fenomeno è diventato virale: centinaia di ragazzine e ragazzini americani hanno cominciato a riprendersi mentre piangevano durante la lettura di Achille e a condividere i loro video su TikTok. E di video in video, il libro della Miller ha consolidato la propria fama tra la Gen Z orgogliosamente gentile quanto orgogliosamente fluida non solo "perché La canzone di Achille fa piangere" ma anche perché è una "rivisitazione in chiave queer" dell’Iliade.

La Miller, bostoniana, classe ’78, prof liceale di greco e latino, femminista militante, i suoi seri studi sull’Iliade li ha fatti, tanto da tradurli in una scrittura leggera ma densa di particolari che riguardano gli intrecci dei miti e i dettagli delle ambientazioni, dopodiché è chiaro che ridurre l’Iliade all’esplicitazione dell’amore – romantico, appassionato, erotico, gay – tra Achille e Patroclo, è divertente, ma certo non è tutto. Il fatto che nella Canzone, l’evoluzione sentimentale e psicologica dei due sia ben cadenzata, e acquisti una sua dimensione emotiva può comunque rappresentare – soprattutto per i giovani indotti da Tik Tok evidentemente non solo a fare balletti ma anche a leggere libri – un viatico verso i famosi approfondimenti di Rachel Bespaloff (raccolti nel saggio del ’43 Sull’Iliade recentemente ripubblicato in Italia), che compara Omero alle Sacre Scritture (il sentimento di colpevolezza collettiva dell’epica greca corrisponde al peccato originale della Bibbia) e a Tolstoj ("né pacifisti né guerrafondai entrambi raccontano la guerra quale essa è"). O ancora al sempreverde romanzo di Pat Barker Il silenzio delle ragazze, in cui la guerra tra Achille ("il macellaio") e Agamennone è raccontato dalla schiava Briseide, contesa dai due più per orgoglio ‘simil-macho’ o folle protervia guerrafondaia che per innamoramento. O, ancora, tornare a Nucci: "Mentre Patroclo piange nella tenda e Achille lo tratta con sufficienza forse i poeti vogliono mostrarci la reticenza dell’eroe più potente ad accogliere la possibilità di un errore. Achille infatti ha forse cominciato a capire proprio ora ciò che Patroclo ha ben chiaro: la sua passione, la sua forza è ormai incancrenita e mortifera, non più vitale, mentre la passione dell’amico è creatrice e rigeneratrice, benché sia destinata a portarlo alla morte".

Anche Achille piangerà, e piangerà tanto, di rabbia soprattutto e certo di dolore. Ma è Patroclo – sempre e per sempre – quello capace non solo di piangere ma anche di amare.