Foto: Participant/DreamWorks/Slow Pony/Anonymous Content/3dot Productions/Supernatural
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Cosa può fare un padre per riscattare se stesso e per aiutare la figlia finita in prigione? Scopriremo una possibile risposta grazie al film 'La ragazza di Stillwater', con un protagonista di livello (Matt Damon) e un regista e sceneggiatore premio Oscar (Tom McCarthy). Il lungometraggio esce nei cinema italiani giovedì 9 settembre, portandosi dietro recensioni mediamente positive, ma anche il risentimento di Amanda Knox, convinta che il film abbia raccontato in modo inesatto la sua personale storia.


La ragazza di Stillwater, tutto sul film

La trama racconta di un operaio dell'industria petrolifera che parte dagli Stati Uniti per recarsi a Marsiglia, dove la figlia è finita in carcere per un delitto che sostiene di non avere commesso. La città lo accoglie con barriere linguistiche, differenze culturali e un sistema legale nel quale il nostro protagonista non sa muoversi. Grazie all'aiuto di una donna del posto inizia a riconnettersi con una figlia che l'aveva allontanato tempo prima, cercando di redimersi dalle proprie mancanze di padre.

'La ragazza di Stillwater' è scritto e diretto dallo statunitense Tom McCarthy, vincitore dell'Oscar per la migliore sceneggiatura grazie al film 'Il caso Spotlight' e autore anche di film come 'The Station Agent', 'L'ospite inatteso' e 'Mosse vincenti'. In fase di scrittura del copione McCarthy è stato affiancato da Marcus Hinchey ('Love & Secrets', 'Domenica') e Thomas Bidegain ('Il profeta', 'I fratelli Sisters'). Il cast è dominato da Matt Damon, uno degli attori più famosi della sua generazione, visto in successi come 'Will Hunting - Genio ribelle', 'Sopravvissuto - The Martian', 'The Departed' e nella saga di 'Jason Bourne'. Accanto a lui Abigail Breslin ('Little Miss Sunshine'), Camille Cottin ('Allied: un'ombra nascosta') e l'esordiente Lilou Siauvaud.

Il trailer



Le recensioni, cosa ne pensa la critica

La trama ha richiamato alla memoria la storia vera di Amanda Knox, anche se molti critici hanno sottolineato che il focus del film non è tanto una vicenda giudiziaria quanto piuttosto i piccoli e grandi moti dell'animo che essa smuove: un discorso più intimo e di finzione, insomma, che però non ha impedito alla vera Knox di protestare per quello che ha ritenuto essere un resoconto non veritiero di quanto accadutole. Al netto di questa osservazione, la media voto su Metacritic si attesta su 60/100: ha remato a favore la solida interpretazione di Matt Damon, ha convinto meno un andamento narrativo che in alcuni casi è sembrato un po' pesante.