È il quarto film da regista di Alessandro Gassmann, Il silenzio grande, ieri alle Giornate degli autori. A interpretarlo, Massimiliano Gallo nel ruolo di uno scrittore egocentrico, chiuso nel suo studio e nei suoi libri, lontano dalla vita vera, persino lontano dalla moglie e dai figli. Nel cast, Margherita Buy e una strepitosa Marina Casagrande. La storia è tratta dall’omonima pièce di Maurizio De Giovanni, portata a teatro dallo stesso...

È il quarto film da regista di Alessandro Gassmann, Il silenzio grande, ieri alle Giornate degli autori. A interpretarlo, Massimiliano Gallo nel ruolo di uno scrittore egocentrico, chiuso nel suo studio e nei suoi libri, lontano dalla vita vera, persino lontano dalla moglie e dai figli. Nel cast, Margherita Buy e una strepitosa Marina Casagrande. La storia è tratta dall’omonima pièce di Maurizio De Giovanni, portata a teatro dallo stesso Gassmann.

Che cosa voleva raccontare, più di tutto, Alessandro?

"Le piccole grandi cose che in una famiglia non si dicono. E volevo parlare del tempo che passa. Il titolo è Il silenzio grande perché il film parla dei grandi silenzi che corrono fra due persone che pure si amano, i silenzi di chi non riesce ad ascoltare gli altri".

Teme che sia un film difficile da porgere al pubblico?

"No, non è un film difficile: ha malinconia, ma anche molti sorrisi. E, spero, molte emozioni. Credo di essere cresciuto, come regista, e spero che questo film ne sia la prova".

Ha scelto come protagonista Massimiliano Gallo. Anche lui, come lei, figlio d’arte.

"È vero: suo padre, Nunzio Gallo, era una leggenda della canzone napoletana. Anche Massimiliano sa che cosa significhi essere figlio di un padre eccezionale, e questo me lo ha reso più vicino. E poi, questo è un film che parla di figli schiacciati dalla personalità del padre".

Per lei come è stato convivere con un padre eccezionale?

"Sai che non potrai mai eguagliarlo. Ho capito che, come attore, non potrò mai competere con lui. Per questo, forse, ho deciso di perseguire con più intensità la strada della regia".

Com’era suo padre Vittorio in famiglia?

"Dolce, appassionato, pieno di amore".

E poi c’è anche lei come padre famoso di suo figlio Leo…

"Ahahah!", ride. "No, è già lui quello più famoso dei due! Mi piace quando qualcuno mi chiama ‘il padre di Leo’, e sono molto orgoglioso di lui, che per me rimane sempre il mio bimbo".

Che cosa le ha portato il lockdown?

"Mi ha dato tempo per riflettere, anche su me stesso. Non rinnego nulla del mio passato, ma adesso – a 56 anni – vorrei fare solo le cose che amo, e forse rinunciare a certe commedie di successo, ma in cui non mi riconosco più del tutto". Il silenzio grande uscirà il 16 settembre.

g. bog.