Ha convinto il pubblico la Prima della Scala reinventata causa Covid, dunque non la classica apertura con l’opera e il pubblico in sala ma lo spettacolo di arie liriche e balletti A riveder le stelle destinato alla sola platea tv, andato in onda lunedì su Raiuno dalle 17, per tre ore. A seguirlo sono stati 2 milioni e 608 mila spettator, share 14,7%. Il numero di telespettatori è poco al di sotto del record assoluto segnato da Tosca lo scorso anno...

Ha convinto il pubblico la Prima della Scala reinventata causa Covid, dunque non la classica apertura con l’opera e il pubblico in sala ma lo spettacolo di arie liriche e balletti A riveder le stelle destinato alla sola platea tv, andato in onda lunedì su Raiuno dalle 17, per tre ore. A seguirlo sono stati 2 milioni e 608 mila spettator, share 14,7%. Il numero di telespettatori è poco al di sotto del record assoluto segnato da Tosca lo scorso anno (2 milioni 850 mila spettatori) con la differenza che allora l’opera andò in scena di sabato e un’ora più tardi.

"Anche quest’anno sono stati moltissimi gli italiani che hanno seguito l’evento del 7 dicembre della Scala su Raiuno, Radio3 e Raiplay", ha commentato ieri il sovrintendente del tempio milanese della lirica Dominique Meyer. "Dall’estero non abbiamo ancora i dati definitivi ma – ha aggiunto – da Arte e medici.tv ci vengono segnali incoraggianti e grande apprezzamento". "Quando siamo stati costretti dalla pandemia a sospendere le prove di Lucia di Lammermoor ci siamo immediatamente messi al lavoro per trovare una soluzione. Insieme alla mia squadra – ha ricordato Meyer – abbiamo chiamato tutti i più grandi cantanti e con il direttore musicale Riccardo Chailly abbiamo disegnato il programma, mentre il regista Davide Livermore ha subito accettato di creare uno spettacolo di livello e Manuel Legris ha creato una nuova coreografia. Tutta la famiglia della Scala, l’Orchestra, il Coro, il Ballo, i tecnici, gli uffici, ha lavorato intensamente perché il Teatro fosse presente anche a questo Sant’Ambrogio. Il lavoro con la Rai, poi, è stato straordinario: non eravamo più due istituzioni che collaborano ma una stessa squadra – ha sottolineato Meyer –. Voglio ringraziare Rai Cultura, Raiuno e tutta un’azienda che ancora una volta ha saputo fare servizio pubblico, con la Scala e con gli altri teatri italiani".

All’entusiasmo del sovrintendente Meyer ha fatto eco ieri quello dell’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini: "L’eccezionale Prima della Scala su Raiuno e lo straordinario Barbiere di Siviglia dal Teatro dell’Opera trasmesso il 5 dicembre su Raitre rappresentano il culmine dell’impegno senza precedenti che la Rai ha svolto e sta svolgendo per la cultura in questi tempi di pandemia".