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12 giu 2022

La metamorfosi di una farfalla

Il nuovo singolo di Nina Zilli, ’Munsta’, racconta le trasformazioni della vita "Accettare le proprie, aiuta a capire gli altri"

12 giu 2022
L’ultimo singolo di Nina Zilli è ’Munsta’ uscito per Capitol Records Italy
L’ultimo singolo di Nina Zilli è ’Munsta’ uscito per Capitol Records Italy
L’ultimo singolo di Nina Zilli è ’Munsta’ uscito per Capitol Records Italy
L’ultimo singolo di Nina Zilli è ’Munsta’ uscito per Capitol Records Italy
L’ultimo singolo di Nina Zilli è ’Munsta’ uscito per Capitol Records Italy
L’ultimo singolo di Nina Zilli è ’Munsta’ uscito per Capitol Records Italy

Piacentina, come la coppa e le carte, di cui si definisce giocatrice quasi imbattibile. Ma milanese dai tempi dell’università che ha frequentato allo Iulm, laureandosi in Relazioni pubbliche. "Ma discussi la tesi mentre era in rampa il primo disco". Perché la musica e Nina Zilli sono un tutt’uno da quando la mamma la usava per calmarla mentre le faceva il bagnetto. "A cinque anni – confessa – vidi Mia Martini cantare al festival di Sanremo e dissi ai miei che un giorno ci sarei andata anch’io". Ma non provenendo da una famiglia di artisti, i genitori misero alla prova il suo sacro fuoco avviandola allo studio del pianoforte. "Forse con la segreta speranza di scoraggiarmi". E invece... Nina al festival c’è arrivata, sia nella versione Giovani che tra i Big, vi ha duettato con Diodato e Mauro Ermanno Giovanardi e tutto sommato non le dispiacerebbe nemmeno tornare all’Ariston come presentatrice. "Il terrore vero è la gara, per il resto la tv mi piace molto farla. Non mi dà stress". Il presente però è Munsta, il nuovo singolo... "Che è l’aperitivo dell’album numero cinque in uscita in autunno. I due anni di Covid ci hanno tolto tutto ma ci hanno regalato tanto tempo che ho usato per mettere a punto il nuovo progetto". Che fase di vita e di carriera fotografa? "Spesso, quando scrivo, l’inconscio mi manda messaggi che solo a lavoro finito riesco a decifrare. In questo caso il concetto-cardine è l’accettazione del cambiamento. Pur circondati da una società fluida, spesso fatichiamo ad assecondare ciò che modifica lo status quo e se non riusciamo a fare quest’operazione su noi stessi, figuriamoci se possiamo farlo con gli altri. Il presente di odio e di guerra c’impone il recupero dell’empatia e della consapevoleza della nostra umanità. Ognuno nel suo bozzolo, ognune fedele a se stesso, ma ...

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