di Eva Desiderio

"Si ha voglia di dolcezza e leggerezza. Di essere innamorati, di recuperare rapporti un po’ persi, di pensare al bene del Pianeta perché se salviamo la Terra, salviamo noi stessi". Con una collezione struggente di bellezza Giorgio Armani detta la linea dell’estate 2022. Un’estate italiana sulle note di Battisti e Battiato, Mia Martini e Dalla e come i versi de l’Infinito di Leopardi. Il "naufragar m’è dolce in questo mare", col mare che fa da sfondo alla sfilata tornata al 21 di via Borgonuovo dove la storia di Armani è cominciata: un luogo dell’anima. "Era abbandonato il mio teatrino – racconta Re Giorgio –. Io ho due location. In Borgonuovo e in Bergognone. Ecco, d’ora in avanti sarò qua, per sempre". Qui è nata l’estetica di Armani e qui ieri è riapparsa nella sua grandezza con abiti che ha trasformato le modelle in sirene. Ricordi di viaggi come per i pantaloni da odalisca leggeri come le giacche senza collo e come volanti sul corpo, tuniche preziose per la seta su gonne rotonde, piccole e preziose borse a mano, strati di tulle che creano cromie sorprendenti e riflettono come la luna d’agosto. Un omaggio all’Italia dal nostro più grande stilista, con le modelle che sembrano uscire dal mare come per magia, tutte sorridenti tra gli applausi "perché sorridere fa bene a tutti".

Sartoriale e femminile la donna della prossima estate di Ermanno Scervino. A Palazzo Turati ha ricostruito un salotto d’epoca con 150 poltrone e sedie vintage della collezione dell’ad del brand Toni Scervino. "Io lavoro per la bellezza – dice Ermanno Scervino – e sono emozionato di questo ritorno alla sfilata dal vivo. La mia donna è iperfemminile, seducente perché la sua arma principale è il cervello". Bellezze in erba come la bionda 17enne svedese Eleonora, super sexy nella sottoveste di pizzo nero trapuntata di soffi di piume. Tessuti tecnici per parka per andare alla Scala in rosa o in verde smeraldo, pelle vegana lavorata come il pizzo per abiti da sera, l’elegia del tutto bianco nella maglieria, lurex sui broccati, double mai visti, corsetti steccati dalle mani di preziose sarte.

Le colonne della Besana sono ricoperte di specchi e illuminano la sfilata di Salvatore Ferragamo col tocco raffinato di Guillaume Meilland, direttore del brand fiorentino presieduto da Leonardo Ferragamo che saluta in prima fila una sempre radiosa Brooke Schields con la figlia Grier Henchy. Anche qui si torna alle radici della maison, sempre attualissime, con le Vara e le Varina ai piedi delle modelle ma anche gli zoccoli all’orientale.

E’ una hypersummer quella sognata da Massimo Giorgetti per MSGM che sfila sul prato della Biblioteca degli alberi con una collezione dalla stampe vitaminiche e coloratissime riprese dai poster anni Ottanta di un’azienda americana. Per Cividini la qualità vale più di tutto e lo si vede subito dai suoi grandi classici nei volumi e nei tessuti mixati, nelle gonne svasate con pieghe libere, nei bustini di maglia, nel vichy ’impazzito’, nei piccoli pull dipinti a mano. A Milano Fashion Week è venuto per illustrare un progetto innovativo anche Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci. Ecco ’Vault’ (che si traduce in Caveau), piattaforma on line per il vintage di Gucci e non solo, anche per le creazioni di 13 giovani talenti che non sfigurano al confronto di un tal gigante. "Spero che in tanti clicchino da oggi su Vault.Gucci. Com – afferma – questo progetto è figlio della passione per le cose vissute, per gli abiti di una volta, ciò che trovo e mi rimanda al passato".