LETIZIA GAMBERINI
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La direttrice Lyniv a Tokyo: "Con Tosca e Norma per costruire la pace"

Il teatro Comunale di Bologna porta in Giappone le due nuove produzioni. Oksana sul podio per Puccini: "Apriamo la lirica ai giovani e alle donne". .

Guleghina nella Tosca del Comunale di Bologna in tour in Giappone
Guleghina nella Tosca del Comunale di Bologna in tour in Giappone

dall’inviata

Nel giorno in cui in Giappone si celebra la Festa della Cultura, il Teatro Comunale di Bologna ha portato in scena nello storico Bunka Kaikan di Tokyo il debutto della “sua“ Norma. E questo neanche 24 ore dopo Tosca, altro titolo amatissimo qui, che ha aperto ufficialmente la tournée che toccherà anche Nagoya, Okayama, Otsu e Osaka. L’ente lirico-sinfonico è tornato nel Sol Levante dopo quattro anni di assenza riavviando una tradizione iniziata nel 1993 (nel 2011 fu il primo a venire dall’estero dopo il disastro di Fukushima) e lo ha fatto con due titoli della stagione in corso: un nuovo allestimento del capolavoro di Puccini, con la direzione di Oksana Lyniv e la regia di Giovanni Scardella, e la nuova produzione (con Opera Carlo Felice Genova) della Norma di Bellini, per la regia di Stefania Bonfadelli, diretta in questo tour da Fabrizio Maria Carminati.

A mettersi in moto una eccezionale macchina di oltre 150 persone, fra orchestra, staff, tecnici e maestranze, che hanno fatto una vera corsa contro il tempo per i due debutti. "Sfida che possiamo accettare – ha considerato il sovrintendente Fulvio Macciardi, nel teatro di Ueno giovedì con il sindaco Matteo Lepore – grazie a un costante lavoro quotidiano di grande professionalità".

E il pubblico, fra kimono e sneakers, ha risposto con calore. Del resto, grande attesa c’era per la direttrice Lyniv e star molto amate come Maria Guleghina (Floria Tosca) e Marcelo Alvarez (nei panni di Cavaradossi più di 140 volte), nomi di riferimento per questo repertorio. E scroscianti sono stati gli applausi ieri per il soprano Francesca Dotto, Ramon Vargas, Aya Wakizono (star locale), Andrea Concetti e il coro preparato da Gea Garatti Ansini. Di grande effetto l’allestimento a tinte fosche, in cui emerge una Norma fiera e furiosa – cappotto da generalessa, insistentemente con un pugnale in mano – ma delicata.

Dalla guerra "evocata continuamente e quasi ossessivamente" in scena, a quelle tragicamente reali, ricordate alla vigilia della prima da Lyniv e Guleghina, metà armena e per metà ucraina, come la direttrice. "Ho il cuore che sanguina per i conflitti attuali e sono venuta qui a cantare anche come messaggio di pace", ha ribadito il soprano. "Per il nostro futuro – è il pensiero di Lyniv – è importante che si incontrino i giovani in diversi progetti e la musica è lingua universale. È molto triste quando le politiche vogliono la guerra".

Quanto a Lyniv, aveva debuttato in Giappone nel 2008. "Ero studentessa – ha raccontato – ma avevo il sogno di fare questo lavoro. Ora sono tornata con uno stato d’animo diverso: con la mia orchestra, il mio repertorio e i miei successi". E in effetti grande attenzione le ha rivolto la stampa giapponese, anche per i tanti traguardi raggiunti: prima donna a salire sul podio di Wagner a Bayreuth e prima direttrice musicale di una fondazione lirica italiana, a Bologna. "Viviamo tempi in cui le cose cambiano velocemente. Quest’anno per la prima volta nella mia Accademia musicale di Dresda stanno studiando più ragazze che ragazzi. L’esempio positivo incoraggia molte persone a provare: se vogliamo avere un futuro migliore l’uguaglianza è importante. Così come la musica classica è importante, non è qualcosa di museale, ma educazione per la mente".

Un percorso di apertura verso i giovani che sta attraversando tutto il Teatro Comunale, impegnato in una vera transizione. Da un lato, infatti, si cerca di attrarre un nuovo pubblico durante il trasloco dalla prestigiosa Sala del Bibiena (sono in corso lavori di restauro in parte della zona universitaria) nel teatro provvisorio in Fiera, il Nouveau. Dall’altro, la stessa orchestra sta vivendo un ricambio generazionale, "con un’età media – riflette il sovrintendente – ora sui 35 anni. Abbiamo appena fatto concorsi e altri sono in arrivo. L’ultimo violino assunto è del 2003". E sempre di più anche le donne, anche con strumenti inconsueti: come il primo contrabbasso nella storia del teatro, la taiwanese Angie Liang. Ma la provenienza conta poco: il gruppo, assicurano in molti, si sente una grande famiglia.

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