Foto: Lebowski/Silver Productions/Netflix
Foto: Lebowski/Silver Productions/Netflix

Venerdì 5 febbraio Netflix pubblica in streaming il film drammatico 'L'ultimo paradiso', con Riccardo Scamarcio protagonista e Rocco Ricciardulli dietro la cinepresa. Racconta una storia ispirata a un fatto realmente accaduto nell'Italia contadina del secondo dopoguerra. La critica italiana ne ha scritto bene, ma senza entusiasmi.


L'ultimo paradiso, tutto sul film

La trama è ambientata nel 1958, in un piccolo paese del meridione, dove la gente del posto campa grazie alla coltivazione delle olive. In questo contesto incontriamo il contadino Ciccio Paradiso: ha quarant'anni, una moglie, un figlio piccolo ed è in lotta con il temuto proprietario terriero Cumpà Schettino, che da anni sfrutta il lavoro dei contadini per arricchirsi. Ciccio decide di cambiare le cose, di fare gruppo con i compaesani per puntare a un'esistenza più dignitosa. A complicare una situazione già difficile si aggiunge il fatto che il contadino è innamorato, ricambiato, della figlia di Schettino. Quando la tresca verrà scoperta porterà a conseguenze inaspettate, perché, come si sente dire nel trailer, "chi semina spine non può camminare scalzo".

La sceneggiatura del film 'L'ultimo paradiso' è stata scritta da Riccardo Scamarcio insieme al regista Rocco Ricciardulli. Scamarcio è alla sua seconda prova come scrittore, dopo 'Gli infedeli' (2020), mentre Ricciardulli è al suo terzo credito, dopo il cortometraggio 'Occhi' (2013) e il lungometraggio 'Suddenly Komir' (2016), entrambi diretti da lui.
Due parole sul cast: Ciccio Paradiso è interpretato da Riccardo Scamarcio ('Tre metri sopra il cielo', 'John Wick 2'), sua moglie Lucia da Valentina Cervi ('L'anima gemella'), Cumpà Schettino da Antonio Gerardi ('Basilicata Coast to Coast'), mentre la figlia di quest'ultimo ha il volto di Gaia Bermani Amaral ('Malati di sesso').

Il trailer



Le recensioni e come guardare il film

In generale il giudizio della critica italiana è che 'L'ultimo paradiso' è più valido come racconto di uno scontro tra personalità dominanti (Cumpà Schettino e Ciccio Paradiso) che come film antropologico capace di evocare davvero il mondo contadino degli anni Cinquanta e il senso profondo della lotta per l'emancipazione da un giogo padronale. Nel complesso, però, questo sbilanciamento non è parso tale da inficiare la riuscita del lungometraggio, anche se gli ha impedito di raggiungere l'eccellenza.
Per vederlo bisogna ritagliarsi 1 ora e 47 minuti di tempo (tanto dura) e cercarlo all'interno del catalogo dei contenuti in streaming di Netflix a partire dal 5 febbraio.

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