Un mare di plastica (Foto: DutchScenery/iStock)
Un mare di plastica (Foto: DutchScenery/iStock)
La minaccia dei rifiuti plastici riversati in mare può assumere proporzioni macroscopiche, come nel caso della gigantesca isola-spazzatura del Pacifico, oppure acquisire forme invisibili agli occhi, come accade per le nanoplastiche che finiscono nel cervello dei pesci. Ma da qualunque angolazione si affronti il problema, le cose sono destinate a peggiorare, dice un nuovo report del Government Office for Science del Regno Unito. Il documento, intitolato Foresight Future of the Sea, ha preso in esame lo stato di salute degli oceani, disegnando uno scenario straordinariamente allarmante da qui ai prossimi anni.

OCEANI DI PLASTICA
La riduzione dell'inquinamento marino rappresenta una delle maggiori sfide che l'uomo dovrà affrontare in futuro. Considerando gli oltre 5mila miliardi di pezzi di plastica che galleggiano già ora in acqua, a cui si sommano 800 milioni di tonnellate di rifiuti gettati in media negli oceani ogni anno, le previsioni non sono rosee: l'indagine coordinata da Edward Hill National Oceanography Centre (NOC) ha infatti concluso che, al ritmo attuale, entro il 2025 la quantità di plastica presente in acqua sarà il circa il triplo di quella registrata nel 2015. Le implicazioni nocive per la biodiversità non ancora quantificabili nel dettaglio, ma se si pensa che tra il 1970 e il 2012 il numero di popolazioni di vertebrati è già calato del 49%, è facile aspettarsi il peggio.

IL TEMPO STRINGE
Hill ha commentato i risultati del rapporto sottolineando con un pizzico di stizza che "investiamo molto denaro ed entusiasmo per le missioni nello spazio, nonostante là fuori ci sia nulla di vivo. Il fondale marino brulica di vita: abbiamo davvero bisogno di una missione sul pianeta oceano". Per invertire la tendenza e scongiurare lo scenario delineato dallo studio, gli scienziati raccomandano la necessità di ridurre l'inquinamento plastico in mare attraverso lo sviluppo di nuove materiali biodegradabili, nonché la promozioni di campagne governative che sensibilizzino l'opinione pubblica. "L'oceano è fuori dalla vista e lontano dalla mente", ha chiosato alla BBC News il coautore dello studio Ian Boyd.