Rocco Siffredi e Rozsa Tassi (Ansa)
Rocco Siffredi e Rozsa Tassi (Ansa)
Rózsa Tassi, in arte Rosa Caracciolo, ungherese naturalizzata italiana, 48 anni, è una delle donne più invidiate d’Europa: dal 1993 è la moglie di Rocco Siffredi. "Sono nata in un paese a cento chilometri da Budapest. Mio padre imbianchino, mia madre – purtroppo scomparsa due anni fa – contabile." Glielo chiedo subito: quando i suoi genitori hanno saputo che aveva sposato Rocco Siffredi e che aveva partecipato a film porno, come l’hanno presa? "Erano tranquilli, contenti di sapere che io ero felice. Hanno conosciuto Rocco e lo hanno subito apprezzato". Il suo autoritratto da giovane? "Ho fatto molto sport, 7 anni di nuoto, 4 di atletica leggera. È stato un periodo intenso: mi svegliavo alle 5, allenamenti, scuola, ancora allenamenti. Diciamo che c’era poco tempo per divertirsi. Ho frequentato una scuola per diventare parrucchiera". Un traguardo l’aveva già raggiunto: nel 1990 è stata proclamata miss Ungheria... "È stata una bella soddisfazione: ho vinto una macchina, l’ho venduta, e con quei soldi, insieme con quelli guadagnati come modella,...

Rózsa Tassi, in arte Rosa Caracciolo, ungherese naturalizzata italiana, 48 anni, è una delle donne più invidiate d’Europa: dal 1993 è la moglie di Rocco Siffredi. "Sono nata in un paese a cento chilometri da Budapest. Mio padre imbianchino, mia madre – purtroppo scomparsa due anni fa – contabile."

Glielo chiedo subito: quando i suoi genitori hanno saputo che aveva sposato Rocco Siffredi e che aveva partecipato a film porno, come l’hanno presa?

"Erano tranquilli, contenti di sapere che io ero felice. Hanno conosciuto Rocco e lo hanno subito apprezzato".

Il suo autoritratto da giovane?

"Ho fatto molto sport, 7 anni di nuoto, 4 di atletica leggera. È stato un periodo intenso: mi svegliavo alle 5, allenamenti, scuola, ancora allenamenti. Diciamo che c’era poco tempo per divertirsi. Ho frequentato una scuola per diventare parrucchiera".

Un traguardo l’aveva già raggiunto: nel 1990 è stata proclamata miss Ungheria...

"È stata una bella soddisfazione: ho vinto una macchina, l’ho venduta, e con quei soldi, insieme con quelli guadagnati come modella, mi sono comperata un appartamentino a Budapest".

E ora arriviamo all’incontro fatale, quello con Rocco...

"Lavoravo come modella. Un giorno una ragazza che sarebbe dovuta andare a Cannes come hostess agli Hot d’Or, gli Oscar del porno, mi ha chiesto di sostituirla. In 19 ore di pullman sono arrivata in Francia. E lì mi presentano Rocco, che io non conoscevo. Non avevo la minima idea di chi fosse. Dopo esserci salutati, mi sono girata, ignorandolo. Lui c’è rimasto male".

Come è successo che ha preso parte al suo film?

"Doveva girare con un’attrice che non si è presentata. Uno del suo staff gli ha detto, indicando me: prova a chiedere a lei. Lui non voleva, ‘figurati se accetta’. Ma alla fine me l’ha chiesto".

E lei ha acconsentito. Cosa l’ha fatta decidere di partecipare così, di colpo, a un film porno?

"Pensavo che si trattasse di qualcosa di soft, invece mi sono accorta che era tutt’altro. Ho pensato ‘ma sì, dai, è un’esperienza’. Ho però chiesto di girare le scene di sesso solo con lui. E non ci eravamo neanche mai baciati! Anche se c’era già una bella intesa".

Vi siete sposati un anno dopo...

"Già dopo un mese mi ha chiesto di sposarlo. Però abbiamo deciso di aspettare ancora un po’".

Il fatto che Rocco reciti scene hard con attrici bellissime non la disturba?

"So che è difficile da capire per chi non appartiene a questo mondo, ma è soltanto un lavoro. Conoscendo bene la persona che stava con me, ho compreso come funziona questo mondo. È come girare un film comico o uno d’azione."

Quante pellicole ha girato con lui?

"Quattro o cinque, poi ho capito che non era la mia strada. Ma lavoro ancora con lui. Mi occupo del trucco, delle pettinature".

La vostra vita di coppia è sempre felice?

"Con alti e bassi, come tutte le coppie. Ma è quasi trent’anni che stiamo insieme, abbiamo due figli, Leonardo di 21 anni, e Lorenzo di 25".

Che padre è Rocco?

"Bravo e tenero, fin troppo. Li vizia, compra di continuo regali. Mentre io sono per un’educazione più rigida, perché viziarli non va bene. Comunque i nostri ragazzi sono bravi, fin troppo educati, più inglesi che italiani. Per otto anni hanno guidato nei campionati di go-kart. Purtroppo hanno dovuto abbandonare, perché sono diventati grandissimi: uno è alto 1,97 e l’altro 1,93. Pensi che Lorenzo è andato in Vaticano a pregare perché voleva smettere di crescere".

Come hanno scoperto il mestiere del padre?

"Non abbiamo mai nascosto niente. Quando veniamo in Italia Rocco viene riconosciuto e fermato per strada dai fan, che gli fanno mille domande. Un giorno i ragazzi hanno preso una cassetta: pensavano fosse un cartone animato e invece era un film di Rocco. Per fortuna era una versione soft".

Quanti anni avevano?

"Lorenzo 8 e Leonardo 4. Hanno frequentato la British School e naturalmente li conoscevano tutti, erano un po’ degli idoli. Per fortuna sono maschi, se fossero state femmine sarebbe stato più complicato".

Ha detto che all’inizio, a letto, si annoiava...

"Lo so, è ridicolo dirlo visto che chissà quante donne mi invidiano. Ma nel primo anno lui si comportava come se fosse davanti alla telecamera, era solo ginnastica. Però era difficile comunicargli il mio disagio senza offenderlo. Dopo un anno ci siamo parlati: ‘guarda che quello che fai è tutto sbagliato’, gli ho detto. Lui ha capito".

Perché lo chiama ‘l’ultimo samurai’?

"Lui ha coperto quasi 4 generazioni, dal 1980 a oggi. In questo periodo è cambiato tutto. Nessuno può essere considerato il suo erede. I ragazzi di oggi pensano che basti farsi una punturina per girare un film. Non è così. Non c’è passione, non c’è emozione. Con Rocco è tutto diverso".

Suo marito ha mai fatto uso di questi aiuti chimici?

"Mai. Ha una tale esperienza che non ne ha bisogno".

Oggi Rocco ha 56 anni, quasi 57. Qualcosa sarà cambiato...

"Ha la stessa energia che aveva a 20 anni. È sempre in movimento".

Quando qualche anno fa Rocco aveva deciso di smettere come attore porno, ma non è andata bene...

"Ho scoperto che andava a prostitute. Era a Praga e ogni sera mi telefonava. Una volta, mentre parlavamo, ho sentito che gli squillava un altro telefono, e ho ascoltato quello che non dovevo. Abbiamo parlato, e gli ho detto: ‘se devi fare queste cose allora è meglio se torni a lavorare’. E, da allora, è rinato".