di Andrea Spinelli Prego appuntarsi la frase "ti do il mio cuore a sonagli per i tuoi occhi a fanale, e senza dirlo a nessuno, impareremo a volare" perché diventerà uno dei tormentoni del Festival. Ermal Meta lo sa e racconta che quando due persone si vogliono bene i nomi passano in secondo piano, riaffiorando solo quando il rapporto inciampa in qualche difficoltà. Cuore a sonagli e Occhi a fanale sono, infatti, i protagonisti della sua Un milione di cose da...

di Andrea Spinelli

Prego appuntarsi la frase "ti do il mio cuore a sonagli per i tuoi occhi a fanale, e senza dirlo a nessuno, impareremo a volare" perché diventerà uno dei tormentoni del Festival. Ermal Meta lo sa e racconta che quando due persone si vogliono bene i nomi passano in secondo piano, riaffiorando solo quando il rapporto inciampa in qualche difficoltà. Cuore a sonagli e Occhi a fanale sono, infatti, i protagonisti della sua Un milione di cose da dirti, pezzo semplicissimo ma carico di sentimenti, che s’accolla il compito di riportare il cantautore di origini albanesi all’Ariston dopo la vittoria del 2018 col Fabrizio Moro di Non mi avete fatto niente e il 3° posto del 2017 con Vietato morire (Premio della critica). "Ma stavolta è la prima volta che mi presento in gara con una ballad. Scritta tre anni fa, in dieci minuti".

C’è pure un nuovo album.

"S’intitola Tribù urbana e uscirà il 12 marzo, preannunciato dal singolo No satisfaction attualmente in radio e, appunto, da Un milione di cose da dirti. Ma dentro ci sono pure altre canzoni molto importanti per me, come Gli invisibili o Nina e Sara".

Di cosa parlano?

"Quella sugli “invisibili” me l’ha ispirata un homeless incontrato in America. Qualcuno un giorno mi disse che prima o poi gli ultimi imparano a volare e così mi sono immaginato questo esercito di invisibili che diventano supereroi. Pure io un po’ invisibile lo sono stato; quando scrivevo pezzi per altri. Ecco perché ora le mie canzoni le voglio cantare io".

E Nina e Sara?

"Vicenda personale, racconta di una fidanzatina dell’adolescenza, un’anima in pena fino a quando non ha accettato – sfidando le ostilità della società – il fatto di essere attratta dal suo stesso sesso".

Sarà dura cantare in un Ariston vuoto?

"Sarà dura soprattutto per Amadeus e Fiorello starci cinque ore".

La serata delle cover eseguirà Caruso con un quartetto di mandolini.

"Tutti me l’hanno sconsigliata, ma io volevo tirare questa punizione al 93° per vedere se spedisco la palla direttamente in curva o mi avvicino allo specchio della porta. È stata la mia fidanzata a farmi notare che questo omaggio a Dalla lo faccio il 4 marzo, evocando quindi un’altra sua celeberrima canzone presentata al Festival proprio cinquant’anni fa".

Intanto, novità sul fronte ospiti: all’Ariston mercoledì arriva Il Volo, con un tributo a Morricone.