New York, 6 febbraio 2020 - E' morto l'attore Kirk Douglas. La leggenda di Hollywood aveva 103 anni. A confermare la notizia al magazine People è stato il figlio Michael: "E' con profonda tristezza che io e i miei fratelli comunichiamo che ci ha lasciato oggi". "Per il mondo lui era una leggenda, un attore della golden age del cinema che ha vissuto alla grande i suoi anni d’oro, un filantropo le cui cause hanno ispirato tutti noi. Ma per me e per i miei fratelli Joel e Peter era semplicemente papà, per Catherine un meraviglioso suocero, per i nipoti e pronipoti era il loro amato nonno, per sua moglie Anne un meraviglioso marito", ha aggiunto l'attore.

Nato il 9 dicembre del 1916, cambia il suo nome Issur Danielovitch quando comincia a recitare a Broadway. Sceglie Kirk dal nome di un personaggio dei fumetti che era tra i suoi preferiti, mentre Douglas dal cognome della sua insegnante di dizione all'accademia. La sua prima interpretazione cinematografica è quella di un giovane procuratore distrettuale nel film 'Lo strano amore di Marta Ivers' (1946) di Lewis Milestone, accanto a Barbara Stanwyck e Van Heflin; l'anno seguente affianca Robert Mitchum e Jane Greer in 'Le catene della colpa' di Jacques Tourneur. 

Nel corso della sua lunga carriera ha interpretato decine di film e lavorato con i più grandi registi. Conquista l'interesse del pubblico e della critica interpretando un pugile forte atleticamente, ma di scarse qualità umane, in 'Il grande campione' (1949) di Mark Robson; il successo definitivo arriva però con 'L'asso nella manica' (1951) di Billy Wilder, in cui interpreta Chuck Tatum, giornalista senza scrupoli che specula sul dramma di un minatore intrappolato dopo il crollo in una miniera. Seguiranno 'Pietà per i giusti' (1951) di William Wyler, in cui interpreta un poliziotto spietato, e 'Il bruto e la bella' (1952) di Vincente Minnelli, nei panni di un produttore cinematografico dal cuore di pietra che tormenta la fragile diva Lana Turner. In quegli anni fornisce ottime prove anche nelle pellicole 'Chimere' (1950) di Michael Curtiz e 'Lo zoo di vetro' (1950) di Irving Rapper.

Nel 1954, dopo avere interpretato in Italia il mito di Ulisse di Mario Camerini dove affianca Silvana Mangano e Anthony Quinn, fonda una propria casa di produzione denominata Bryna Productions (dal nome della madre), con la quale realizza i suoi più grandi successi da protagonista. Nel 1956 interpreta il pittore Vincent van Gogh nel film 'Brama di vivere', diretto da Vincente Minnelli. l'anno dopo arriva risale uno dei capolavori nella sua ricca filmografia 'Orizzonti di gloria', pellicola fortemente antimilitarista diretta dal giovane Stanley Kubrick e al quale Douglas teneva molto. Sempre diretto da Kubrick, l'attore sarà il protagonista nel 1960 del kolossal 'Spartacus'. E' stato anche un eccellente interprete di film western, come 'Il grande cielo' (1952) di Howard Hawks, 'L'uomo senza paura' (1955) di King Vidor, e 'Sfida all'O.K. Corral' (1957) di John Sturges: in quest'ultimo impersonò splendidamente il personaggio del medico Doc Holliday, al fianco di Burt Lancaster nel ruolo dello sceriffo Wyatt Earp.

Fino alla fine degli anni sessanta partecipa a film di vario genere, anche il disneyano '20.000 leghe sotto i mari' (1954) di Richard Fleischer. Negli anni settanta e ottanta dirada la sua attività sul grande schermo; di questo periodo si ricordano, tra gli altri, 'Uomini e cobra' (1970) di Joseph L. Mankiewicz, 'Un uomo da rispettare' (1972) di Michele Lupo, 'Fury' (1978) di Brian De Palma, 'Jack del Cactus' (1979) di Hal Needham, 'Saturn 3' (1980) di Stanley Donen, 'L'uomo del fiume nevoso' (1982) di George Miller e 'Due tipi incorreggibili' (1986) di Jeff Kanew, in cui appare nuovamente coppia con Burt Lancaster.

Ha ricevuto tre candidature al Premio Oscar, senza mai vincerlo. Solo nel 1996 viene premiato con l'Oscar alla carriera. Il 16 gennaio 1981 gli viene consegnata una prestigiosa onorificenza civile statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà, dal presidente Jimmy Carter. Douglas interpreta il suo penultimo film, 'Vizio di famiglia' (2003) di Fred Schepisi, accanto al figli Michael (i due interpretano padre e figlio anche nella pellicola). La sua ultima apparizione al cinema risale al 2004, con il film 'Illusion' di Michael A. Goorjian, in cui interpreta un regista moribondo.