Il disegnatore Alessandro Vitti e l'attore Keanu Reeves
Il disegnatore Alessandro Vitti e l'attore Keanu Reeves

Reggio Emilia, 19 luglio 2020 - La matita che ha trasformato Keanu Reeves in eroi dei fumetti è la sua. “Beh, sì, possiamo dire così. Le indicazioni prevedevano una certa somiglianza con Keanu e il personaggio ha la sua stessa età, cioè sui 50 anni”. Alessandro Vitti, poco più che quarantenne, tarantino di nascita ma reggiano d'adozione, sta realizzando i disegni di 'BRZRKR', la serie 12 albi che Boom! Studios pubblicherà a partire da ottobre. I testi sono della star hollywoodiana (si tratta della sua prima incursione da sceneggiatore di fumetti) coadiuvata da Matt Kindt, i disegni, appunto, sono dell'italianissimo Vitti. Il protagonista, va da sé, assomiglia molto all'attore canadese.

Vitti, com’è salito a bordo di questo progetto?
“La coincidenza è curiosa. Ero in aereo che stavo andando a New York, e durante il viaggio mi sono guardato ‘John Wick’ due volte, gustandomi le sequenze che preferisco. Arrivato in albergo, mi collego al wi-fi e scorro le email e c’era la proposta di fare parte di questo progetto. Ho esultato in maniera scomposta e, naturalmente, ho detto subito sì”.

Com’è lavorare con il Reeves scrittore?
“Il rapporto è molto professionale, anche se ho dovuto controllare il mio lato da fan. Non l’ho mai incontrato, ma ci sentiamo spesso via mail: l’impressione è di lavorare con uno sceneggiatore esperto”

Dunque, Reeves non ci ha messo solo il nome (e la faccia), si è proprio messo a scrivere?
"Assolutamente sì.  Finora è il lavoro più tecnico che abbia mai fatto. Io ho già uno stile molto cinematografico, ma si avverte chiaramente la presenza di chi fa cinema di mestiere. Keanu manda molti suggerimenti, come se stessi lavorando allo storyboard di un film. È molto preciso e mi sta aiutando molto. Me lo immagino, sul set, che mi dice: buona la prima, ma facciamo un altro ciak perché potrebbe andare meglio. E’ un lavoro corale, ma l’ultima parola è la sua”.

Quando ha iniziato a lavorare a questo progetto?
"A febbraio. C’è stata una lunga preparazione di studio dei personaggi e del mondo in cui si muove il protagonista di BRZRKR. Anche lì, Keanu non si è risparmiato: mi sembrava di stare dentro il capannone del costumista a Hollywood, per sentirlo ancora più vicino ci mancava solo che mi mandasse dei suoi bozzetti”

Quindi ha cominciato a disegnarlo sostanzialmente con il lockdown. Ma è proprio vero che per chi fa il vostro mestiere non è cambiato molto, il quel periodo?
“No. Un conto è stare a casa mentre i miei bimbi sono a scuola e ognuno ha i propri lavori da fare, ma la differenza è stata tanta: confinati nell’appartamento, in ambienti condivisi e ristretti,  con la necessità di tenere chiuse le porte o non poter ascoltare la musica mentre disegno se non nelle cuffie per non disturbare gli altri, è stata dura, il senso di claustrofobia è stato forte. Poi, Reggio Emilia è stata una delle prime zone rosse e noi abbiamo l’ospedale vicino a casa, il via vai di sirene era continuo, un po’ come nei film di guerra”.
Lo sa, vero, che questo fumetto è nato per diventare poi un film o una serie tv, vero?
“(ride, ndr) Se dovesse accadere, la cosa mi esalterà tantissimo. Per ora, incrociamo le dita”.