Johnny Depp arriva alla Royal Courts of Justice di Londra, il 28 luglio 2020
Johnny Depp arriva alla Royal Courts of Justice di Londra, il 28 luglio 2020

Martedì 28 luglio si è concluso il dibattimento del processo che Johnny Depp ha intentato contro il tabloid britannico The Sun, di proprietà di Rupert Murdoch. Gli avvocati dell'attore sostengono che il loro cliente è stato diffamato quando è stato definito "uno che picchia le mogli". In men che non si dica il confronto in aula è diventato una battaglia senza esclusione di colpi con l'attrice Amber Heard, ex compagna di Depp. Il verdetto, atteso non prima di settembre, non sancirà tanto se il tabloid ha riportato in modo falso e tendenzioso una notizia, bensì chi fra Johnny Depp e Amber Heard ha mentito intorno alle violenze domestiche che hanno condotto alla fine della loro relazione. E anche chi sia il vero violento, se lui oppure lei.

Johnny Depp, Amber Heard e il processo contro il Sun

La ex coppia di star è stata al centro della scena perché la difesa del Sun ha utilizzato le quattordici accuse di abuso che Amber Heard ha presentato contro Johnny Depp per sostenere che non è diffamatorio definirlo un picchiatore di mogli.

Gli avvocati dell'attore hanno quindi utilizzato il processo per smontarle una dopo l'altra sostenendo che il loro assistito non ha mai colpito la moglie, che lei è "una mentitrice compulsiva" e che è stata la vera violenta e abusatrice all'interno della coppia. Tesi che il collegio difensivo di Heard nega con forza. Muro contro muro, insomma, con un'aggiunta succosa per il gossip: Winona Ryder e Vanessa Paradis, ex compagne di Depp, hanno preso le sue difese.

Quando dunque il magistrato Andrew Nicol comunicherà il verdetto, dirà che Johnny Depp è innocente oppure che Amber Heard ha subito abusi. Certo, nel primo caso il Sun dovrà risarcire l'attore a suon di milioni, ma l'attenzione mediatica sarà da un'altra parte.

In ogni caso, quello non sarà l'ultimo atto della vicenda: Depp ha fatto causa a Heard in Virginia, negli Stati Uniti, chiedendo 50 milioni di dollari di risarcimento in seguito a un articolo scritto dall'attrice sul Washington Post nel quale lo accusava di violenza domestica. La sentenza del tribunale britannico rappresenterà però un pesantissimo precedente.